La Protezione civile: «Scaveremo in punti indicati dal georadar 3D»

11 Febbraio 2021

Casinghini, direttore dell’agenzia regionale: il nostro sistema è al servizio delle famiglie dei quattro le ricerche continueranno finché non verranno trovati, ma va garantita la sicurezza dei soccorritori 

MASSA D’ALBE. «Il georadar 3D tornerà a scandagliare Valle Majelama, mentre i soccorritori si concentreranno in alcuni punti di interesse già valutati dallo strumento. Ma il tutto dovrà essere incrociato con le condizioni meteo e la sicurezza degli operatori in quota». È quanto dichiara Mauro Casinghini, direttore dell’agenzia regionale di Protezione civile in merito alle operazioni di ricerca dei quattro escursionisti di Avezzano dispersi dal 24 gennaio scorso sul Monte Velino: Tonino Durante, 56 anni, Gian Mauro Frabotta (31), Gianmarco Degni (26) e Valeria Mella (25). Giorni di angoscia per familiari e amici e per una città intera.
Dottor Casinghini, che cosa si sente di dire ai familiari dei dispersi?
«Siamo tutti con loro e il sistema di Protezione civile della regione, composto da forze civili, militari e istituzioni, non intende mollare in alcun modo».
Fino a quando durerà l’ondata di maltempo che ha fermato le ricerche?
«Secondo le previsioni dovrebbe esserci una finestra di bel tempo tra domani e dopodomani (oggi e domani per chi legge, ndc), poi da sabato tonerà il brutto tempo. Oggi avanzare previsioni, da lunedì in poi, è abbastanza difficile».
Quali rischi connessi alle condizioni meteo?
«L’intenzione di tutti è continuare a cercare i dispersi in ogni modo possibile, a cominciare dal presidente della giunta regionale Marsilio, ma occorre garantire la sicurezza degli operatori: dobbiamo assolutamente scongiurare il pericolo del distacco di altre valanghe per cui andremo a valutare attentamente le condizioni della neve per non mettere a repentaglio l’incolumità dei soccorritori».
C’è un programma per i prossimi giorni?
«È opinione condivisa che al momento lo strumento più idoneo per le ricerche è il georadar 3D già messo in campo, per cui stiamo valutando con i vigili del fuoco come poterlo utilizzare con la Codevintec, proprietaria della tecnologia, che ha dato la sua disponibilità sempre a titolo gratuito. I dati elaborati dai tecnici hanno fornito dei risultati interessanti in alcuni punti di Valle Majelama dove i soccorritori sono pronti a intervenire per scavare a mano e in profondità armati di sonde e pale».
Fino a quando resterà presidiato il campo base di Forme?
«Il presidio nel campo di Forme durerà fino a quando non saranno trovati i dispersi, secondo una modulazione che seguirà le condizioni del lavoro da svolgere: il campo base è sempre attivo, con un minimo di personale in grado di garantirne il funzionamento che verrà implementato non appena le condizioni del tempo miglioreranno. C’è anche un turnazione che consente agli operatori, gran parte volontari, di ricaricare le energie per poter essere operativi al meglio. È indispensabile ottimizzare le risorse umane per renderle più efficaci anche numericamente, non appena una finestra di bel tempo ci permetterà di tornare in quota per riprendere le ricerche».
Perché le ricerche dei quattro alpinisti avezzanesi dispersi da 18 giorni si sono concentrate da subito in una specifica zona del Monte Velino, escludendo quindi molte altre?
«È stata una valutazione fatta dagli esperti del Soccorso alpino che hanno ben identificato gli accumuli valanghivi. Ci sono poi degli altri indizi che portano alla vallata in questione».
Quali sono state le difficoltà incontrate finora?
«Sicuramente lo spessore del manto nevoso (fino a 12 metri in alcuni punti, ndc). Il sondaggio con l’ausilio dei cani molecolari è più efficace fino a tre o quattro metri di profondità, per questo verrà impiegato il georadar in grado di penetrare più in basso. E poi c’è la vastità della zona in cui sono cadute valanghe su valanghe che hanno aggravato lo scenario delle ricerche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA