La Provincia: «Moto, basta stragi Subito più vigilanza sulle strade»

17 Ottobre 2023

La consigliera Sette, delegata alla Viabilità: «Chiesto un confronto con prefetto, questore e tutte le autorità Si corre troppo e quest’estate ritirate decine di patenti, ma serve altro. I controlli devono essere continui»

L’AQUILA. «Basta incidenti mortali sulle strade della montagna aquilana, servono controlli nei fine settimana». A prendere posizione è la consigliera provinciale con delega alla Viabilità, Gabriella Sette. Lo fa a poche ore dall’ennesima tragedia, quella di domenica lungo la strada 577 del lago di Campotosto (di competenza proprio della Provincia) in cui ha perso la vita il motociclista romagnolo di 49 anni Stefano Giannini. A pochi chilometri da lì, lungo la statale 80, solo un mese e mezzo prima un’altra vittima, il 40enne di origini casertane Daniel Martino, morto in un incidente causato dall’attraversamento improvviso di un cane. Tra i due incidenti mortali, l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori Aduc aveva scritto alla Provincia – ma anche ad Anas, prefettura e Comune dell’Aquila – chiedendo misure contro i pericoli delle strade panoramiche di montagna, parlando di arterie usate come “piste” dai centauri.
LE CONTROMISURE
«Ogni incidente mortale lascia sconvolti e addolorati, per chi perde la vita e per i loro familiari. E quella dei motociclisti è una strage continua: ogni fine settimana si teme un’altra vittima», spiega Sette, continuando: «È ancora da chiarire l’esatta dinamica dello schianto di domenica, ma in generale la maggior parte delle volte la colpa sembra essere di distrazioni dei motociclisti o del loro mancato rispetto delle regole, in particolare dei limiti di velocità».
Quindi sulle contromisure: «Quelle strade di per sé non sono pericolose. E purtroppo non possiamo installare dissuasori perché sono vietati. Ho già chiesto in passato più controlli nei fine settimana alle forze dell’ordine: effettivamente quest’estate ci sono stati e sono decine le patenti ritirate. Ma servono pattugliamenti continui. È necessaria, quindi, una collaborazione tra istituzioni: per questo ho chiesto la riconvocazione di un tavolo di confronto al prefetto Cinzia Torraco, con il questore e tutte le autorità interessate».
LE INDAGINI
Nel frattempo continuano le indagini per chiarire l’esatta dinamica dello schianto mortale di domenica. La Procura dell’Aquila ha aperto un fascicolo e oggi dovrebbe essere eseguita l’autopsia. Poi la salma di Giannini potrà essere riconsegnata a sua moglie e ai due figli per l’ultimo saluto.
Già accertato che si sia trattato di un frontale tra due moto che provenivano da direzioni opposte, quella di Giannini e quella di una coppia di Spoleto rimasta ferita ma non in pericolo di vita. Da chiarire però chi abbia invaso l’altra corsia in piena curva e se lo scontro possa essere stato causato da uno scivolamento di Giannini. Dopo la caduta, il 49enne di Rimini, che lavorava in un’azienda di famiglia, è morto sul colpo nell’impatto con l’asfalto e con il guard-rail.
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