La Regione: ampliare la caccia a cervi e cinghiali

3 Aprile 2022

Imprudente interviene dopo le proteste degli agricoltori, le soluzioni programmate con il governo

CASTEL DI IERI. Piani di controllo anche nelle aree protette e ampliamento dell’attività venatoria per tentare di limitare i danni alle colture: questi gli interventi che il vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, con delega all’Agricoltura, ha concordato con la Commissione politiche agricole. Nei giorni sono riesplose le polemiche per la presenza di branchi di cervi sui campi appena seminati, nella Valle Subequana come nel Fucino. Per questo associazioni di categorie e imprenditori agricoli hanno chiesto agli organi preposti di trovare delle soluzioni in vista dell’avvio della stagione. «Sulla gestione della fauna selvatica è giunto il momento di dare risposte immediate ed efficaci alle istanze delle aziende che operano nel settore agricolo e zootecnico», ha commentato Imprudente, «non abbiamo più tempo da perdere, occorre agire ora, d’urgenza, con provvedimenti rapidi e concreti anche per controbilanciare gli effetti di una crisi che incide direttamente sui costi di produzione e approvvigionamento».
Imprudente si è confrontato con la Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, alla presenza del sottosegretario del ministero della Transizione ecologica, Vannia Gava, per affrontar la questione. Si è concordato sulla necessità di «attivare piani di controllo anche all’interno delle aree protette» e di «ampliare l’attività venatoria, ovvero i tempi di caccia agli ungulati». Infine, i riflettori sono stati puntanti sui pagamenti per i danni da fauna selvatica e si è convenuto di «utilizzare le risorse provenienti dalle concessioni governative».
«È un problema non più differibile», ha concluso Imprudente, «che va affrontato con la massima serietà e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione delle Regioni e del governo. Abbiamo chiesto al governo, che tramite il sottosegretario Vannia Gava, si è detto disponibile, misure urgenti che consentano di intensificare l’attività venatoria sugli ungulati e la possibilità di agire anche sulla sovrabbondanza di cervi e caprioli, che danneggiano le colture di pregio come le vigne, gli ulivi e gli impianti di piante tartufigene». (e.b.)
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