La Regione dà 12 milioni ma è polemica sulla sede

19 Dicembre 2017

Il governatore D’Alfonso al consiglio d’istituto del Liceo. La preside: «Devono decidere se costruire un nuovo edificio o riparare il vecchio». All’incontro né Provincia, né Comune

L’AQUILA. «Il presidente della Regione ha detto che ci sono soldi (12 milioni?) per il Liceo Cotugno, per costruire un nuovo edificio. E in più i 6,5 milioni per la ristrutturazione della sede di Pettino. Qualcuno dovrà decidere cosa fare: costruire una nuova scuola o riparare quella vecchia. Queste sono le promesse, ma i fatti dicono che ci sono 1.200 studenti di uno dei licei più prestigiosi d’Italia, e il più prestigioso d’Abruzzo, distribuito in cinque sedi, con i ragazzi costretti ad andare col bus in palestra e gli insegnanti sballottati qua e là».
Non le manda a dire la dirigente del Liceo Cotugno, Serenella Ottaviano, dopo l’incontro di ieri mattina del consiglio d’istituto, al quale ha partecipato in via straordinaria il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. «Peccato non ci fossero il presidente della Provincia e il sindaco dell’Aquila. Non solo, ma non hanno mandato nessun rappresentante, a discutere della situazione drammatica in cui si trova il nostro liceo: è l’unico in Italia a non avere una sede», aggiunge la preside del Cotugno.
«A gennaio, secondo le promesse del presidente della Provincia Angelo Caruso e del sindaco Pierluigi Biondi, il nostro istituto doveva trasferirsi alla ex Optimes. Ma questa possibilità è sfumata», sottolinea la preside Ottaviano, «perché la ex Optimes è di proprietà privata, non è della Provincia». Così i 1.200 ragazzi del Cotugno saranno costretti a dividersi ancora tra le sedi di Pettino, la Carducci, Scienze umane, l’Itis e il Musp del Liceo musicale. Come sottolinea il consigliere comunale di L’Aquila Sicurezza Lavoro, Angelo Mancini, che del Cotugno è stato preside per molti anni e ha vissuto tutto il dramma del post-terremoto. «I ragazzi, gli insegnanti e tutto il personale non docente, sono messi peggio dello scorso anno scolastico. E si prospetta un altro anno così», rileva Mancini. «Meriterebbero più attenzione, loro e i genitori degli alunni. Prima è stato giusto prendersela con l’ex sindaco Cialente. Ma ora? Il sindaco e il presidente della Provincia devono rendere conto dell’impegno preso con la città, con i comitati e con i genitori. A cominciare dal Comune, che aveva annunciato 80 milioni per gli edifici scolastici. Ma all’incontro del consiglio d’istituto non c’erano né Comune, né Provincia e neppure l’Ufficio scolastico provinciale», sottolinea Mancini. «E la situazione è drammatica: con le temperature polari di queste mattine, i ragazzi devono uscire e prendere il bus per andare in palestra. Hanno annunciato che da gennaio sarebbero andati alla ex Optimes: ma non è stato fatto nulla. E poi ora D’Alfonso cosa vuole fare? Spendere i 6,5 milioni per ristrutturare la sede di Pettino, oppure spendere 12 per un nuovo edificio? Chi deciderà e quando dove costruirlo? Quanto ci vorrà? E nel frattempo?».
La dirigente Ottaviano una soluzione temporanea ce l’avrebbe, ma non si sa perché nessuno le dà ascolto: «Le Micarelli hanno un Musp sovradimensionato per loro, e hanno anche la storica sede in centro ristrutturata. Così, c’è chi ha due sedi e chi non ne ha nessuna. Se ci mandassero al Musp delle Micarelli, potremmo riunire in tre sedi molto vicine tutto il Liceo. E c’è anche il Musp della Giovanni XXIII, sottoutilizzato. Noi stiamo facendo il nostro dovere e nessuno protesta. Ma altri devono fare il loro, di dovere. Altrimenti se il prossimo anno i ragazzi andranno a scuola a Roma o a Pescara, nessuno potrà biasimarli».
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