La Regione: la superstrada raddoppierà entro il 2031

3 Gennaio 2023

Da Palazzo Silone confermano: «Priorità per l’Abruzzo, i tempi saranno rispettati» Fa discutere l’interrogazione che il senatore Fina ha presentato al ministero 

AVEZZANO. «Il raddoppio della superstrada del Liri resta una priorità». Lo confermano fonti della Regione Abruzzo, dopo l’interrogazione presentata da Michele Fina, senatore del Partito democratico, al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, per conoscere lo stato di avanzamento dell’iter del progetto. Da Palazzo Silone, inoltre, garantiscono che «i tempi indicati verranno rispettati». Secondo quanto stabilito dal progetto, i lavori per il raddoppio della superstrada dovrebbero iniziare nel primo semestre 2024 per concludersi alla fine del 2031. Il complesso iter dovrebbe durare oltre dieci anni e mezzo, considerando anche le fasi preliminari all’apertura dei cantieri.
L’OPERA
Il raddoppio della superstrada del Liri è stato presentato il 26 aprile 2021 a Balsorano e prevede interventi per 960 milioni su un tratto di circa 33 chilometri. La Regione Abruzzo ha indicato in 36 mesi il tempo necessario alla conclusione delle fasi di progettazione, approvazione e affidamento dei lavori. Il progetto prevede il rifacimento del manto stradale (potrà aumentare la velocità di percorrenza), sette nuove gallerie, 41 piazzole di sosta e l’adeguamento di 8 svincoli (Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, Le Rosce, San Vincenzo, svincolo Roccavivi-Balsorano, svincolo Ridotti). Altri lavori riguarderanno le rotatorie delle rampe di svincolo e il raddoppio della canne delle gallerie esistenti, a cominciare di quella del Monte Salviano. Anas, gestore dell’arteria, ha ipotizzato di «suddividere l’intervento in sei lotti di circa 6 chilometri l’uno per evitare l’intera chiusura al traffico della strada».
INTERROGAZIONE FINA
A riaprire il dibattito sul raddoppio della superstrada, è stata l’interrogazione del senatore Pd Fina al ministro Salvini. Il senatore marsicano ha chiesto a Salvini «quale sia lo stato dell’iter tecnico-autorizzativo dell’opera», e «quali risorse pubbliche siano state individuate per far fronte all’investimento». «Se il progetto definitivo dell’opera fosse stato redatto», incalza Fina, «deve essere possibile ottenerne una copia e conoscere le iniziative che Anas ritene di attivare al fine di garantire la più ampia condivisione con le istituzioni del territorio interessate all’opera».
Fina riporta nell’interrogazione alcune problematiche emerse dal progetto del tracciato di raddoppio, tra cui la «disomogeneità strutturale nei viadotti» e il vincolo della posizione della ferrovia e del fiume Liri che impone «inammissibili deviazioni dei tracciati, spesso attraverso la realizzazione di nuove gallerie o viadotti fuori contesto, nei tratti di svincolo di Canistro, Pero dei Santi, Morino, Pantaleo, Balsorano-Collepiano». Fina sottolinea inoltre che «in molti dei tratti raddoppiati non sembrano essere rispettati i vincoli che l’Autorità di bacino impone per il fiume Liri, soprattutto per ciò che concerne gli ingombri in alveo che comporteranno gli alloggiamenti delle fondazioni delle nuove pile sui viadotti affiancati».
OK CONFERENZA SERVIZI
La Regione ha ribadito la centralità dell’opera: il progetto era stato presentato alla stampa nel 2021, mentre lo scorso anno era arrivato l’ok da parte della conferenza dei servizi decisoria – come detto dalla Regione – per l’avvio dell’iter tecnico-economico per la realizzazione dell’opera, con esito favorevole e unanimità dei sindaci intervenuti ma, aggiunge Fina, «alcuni sindaci hanno dichiarato di non aver potuto intervenire alla conferenza dei servizi, ancora in fase preliminare e non decisoria come erroneamente riportato».
INTERFERENZE
Nella relazione di Anas sono emerse alcune «interferenze della struttura», come il fatto che la viabilità venga attraversata «da elettrodotto e metanodotto». Un’altra problematica riguarderà gli espropri di immobili privati ubicati nei comuni di Massa d’Albe, Avezzano, Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, San Vincenzo Valle Roveto.
SINDACI DIVISI
Chi ha espresso riserve sul progetto è l’amministrazione comunale di San Vincenzo Valle Roveto, guidata dal sindaco Carlo Rossi: «In questa fase», avverte il primo cittadino, «serve chiarezza da chi intende finanziare l’opera, soprattutto un aggiornamento sullo stato di attuazione del progetto». Altri sindaci rovetani hanno invece espresso un parere favorevole al raddoppio.
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