«La Regione Lazio pronta a saldare i debiti con il Cam»

22 Novembre 2015

L’assessore Refrigeri: «Al lavoro anche i due prefetti per risolvere i problemi dell’erogazione idrica»

AVEZZANO. «Non pagate? E allora noi vi stacchiamo l’acqua». È stato questo l’iter della vicenda che ha come protagonisti il Cam, consorzio acquedottistico marsicano, e la Regione Lazio per la fornitura dell’acqua ai comuni di confine: Borgorose, Collalto Sabino, Collegiove, Fiamignano, Marcetelli, Nespolo, Pescorocchiano, Petrella Salto e Camerata Nuova. Della vicenda parla l’assessore all'Infrastrutture e all’Ambiente della Regione Lazio Fabio Refrigeri.

Come si è arrivati a questa situazione e come si vorrà affrontare il futuro?

«Quando si tratta di erogazione di servizio pubblico non vedo spazi per commenti di natura emotiva. I fatti parlano. A fronte di una nota del 21 ottobre, in cui Cam minaccia la sospensione del servizio per un ritardato pagamento da parte di quest’amministrazione, il 9 novembre successivo la Regione Lazio mette a disposizione la somma dovuta presso la Tesoreria regionale. Al Cam non basta, e la fornitura idrica va in sofferenza».

 Il Cam ha annunciato che pagherete parte del debito, un milione e mezzo, entro dicembre. Ma come si è arrivati a questo punto?

«Il Lazio, nell’area del Cicolano, è in regime di sub-distribuzione idrico-potabile, all’interno del servizio idrico integrato nella provincia dell’Aquila. Da qui il comportamento, prima minacciato e poi attivato, dal gestore del S.i.i. dell’Ato 2 “Marsicano”;  e ciò, nonostante pagamenti da parte di quest’amministrazione, di oltre un milione e 500mila euro nell’anno 2015. Quanto si è configurato come un’interruzione del servizio pubblico primario, con riflessi e ricadute igienico-sanitarie, è figlio di una situazione annosa. Infatti, così come previsto dalla convenzione tra i Consorzi che rappresentano la Regione Abruzzo e la Regione Lazio, è stato previsto che a quest’ultima fosse fatturato esclusivamente il flusso idrico eccedente i quantitativi erogati dalla Regione Lazio verso i Comuni dell’Abruzzo. Ma così non è avvenuto. Cam ha cioè fatturato per intero il flusso erogato verso i Comuni Cicolani, così determinando da parte di quest’amministrazione un addebito di somme erogate per la fornitura alla società Gran Sasso Acqua. È cosa nota, ormai, che la società Gran Sasso non ha effettuato i pagamenti dovuti, cumulando oltre 1 milione e 900mila euro in favore della Regione Lazio. Se questa somma fosse stata versata, tali risorse sarebbero state indirizzate per il servizio di Cam».

La notizia della sospensione dell’erogazione dell’acqua ha creato allarmismo tra i cittadini del Lazio?

«Certo, una problematica annosa per alcuni territori del Lazio, soprattutto per quanti abitano in aree prospicienti al confine con l’Abruzzo».

Come gestire la situazione per evitare che ci siano di nuovi problemi simili?

«Siamo a lavoro, anche grazie all’operato dei prefetti interessati, alla definizione di un tavolo di intesa volto a definire, con modalità bilaterale tra Abruzzo e Lazio, la dovuta compensazione tra crediti e debiti vantati dalle parti. L’obbligo è uno: risolvere le problematiche in atto».

Eleonora Berardinetti

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