La replica dei comitati «Parole inaccettabili»
Pellegrini: assurdo che un sindaco si permetta di fare affermazioni classiste Lomarco: il Comune deve far pagare alle famiglie i consumi reali, non altro
L'AQUILA. La riflessione su Facebook del sindaco, Massimo Cialente, ha scatenato un vespaio di polemiche. «Ho visionato l'elenco delle persone che non hanno mai pagato le bollette del progetto Case», scrive il sindaco, «sono soprattutto i benestanti di questa città» ha scritto.
Tanto è bastato per alimentare un botta e risposta senza esclusione di colpi. Veemente la reazione di Andreina Pellegrini, che ha definito l'affermazione «una classificazione degli individui indecorosa e vergognosa. Tutti quelli che si sono ritrovati nei progetti Case hanno perso qualcosa, se non tutto. E' assurdo e inaccettabile che un sindaco, che si dichiara di sinistra, si permetta dichiarazioni classiste. Cialente, evidentemente, cerca di fare presa sulle persone semplici, che hanno paura delle conseguenze che posso derivare dai mancati pagamenti, compreso lo sfratto».Secondo Pellegrini «il Comune avrebbe dovuto procedere nei confronti dei nuclei familiari che non hanno mai pagato, gli evasori totali. I consumi vanno pagati, ma in base alla fatturazione derivante dal conteggio reale, non a metri quadrati e per giorni di occupazione. Criterio, quest'ultimo, che l'amministrazione ha fatto coincidere con l'assegnazione». E' proprio questa la contestazione maggiore mossa al Comune: la ripartizione dei consumi sulla base della metratura degli alloggi del progetto Case. «Non è pensabile», prosegue Pellegrini, «che ci sia una classificazione tra poveri e ricchi e che siano proprio questi ultimi a non pagare. Le parole del sindaco sono inaccettabili. Piuttosto il Comune dica perché, nonostante le numerose richieste di conteggio dei consumi, inoltrate anche attraverso il Difensore civico, non abbia mai emesso fatturazioni corrette. Se qualcuno non paga», conclude, «è perché il Comune lo ha messo nelle condizioni di non pagare». Critico anche Pierluigi Lomarco, rappresentante del Consiglio civico aquilano: «Per evitare che gli aquilani si rifiutino di pagare, il Comune deve semplicemente applicare la legge. Per dare un giudizio, bisognerebbe visionare l'elenco a cui fa riferimento Cialente. Il sindaco potrebbe anche avere ragione, ma la questione è un'altra. Il consiglio civico aquilano ha sempre portato avanti il principio secondo il quale chi ha consumato deve pagare, ma non più del dovuto. L'errore è nel conteggio degli importi, che viene effettuato sulla base della metratura degli alloggi e non sui consumi dei nuclei familiari». Lomarco parla di «punto di non ritorno. Alcuni non pagano per difficoltà economiche, altri come forma di protesta, perché non condividono la linea dell'amministrazione. Va ricordato che il primo importo complessivo sul consumo del gas ammontava a 13 milioni di euro, passati poi a 10 milioni per un conteggio errato». «E' probabile», afferma Lomarco, «che ci sia un po' di reticenza da parte degli aquilani nel pagare bollette più salate rispetto al dovuto. Si deve riaprire immediatamente una discussione sulla ripartizione delle quote applicando la direttiva europea 10.200. Non vi è alternativa o molti continueranno a non pagare. Una scelta che, personalmente, non condivido, ma che rischia di mettere il Comune in serie difficoltà».
(m.p.)
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