La resa dei conti nel Pd che perde i pezzi

12 Luglio 2018

Si riunisce oggi la direzione, al centro del dibattito l’uscita dal partito di tre dei 5 consiglieri comunali

L’AQUILA. Oggi alle 17,30 alla Casa del volontariato (Campo di Pile) si riunisce la direzione comunale del Partito democratico «aperta a tutti gli iscritti». Molto scarno l’ordine del giorno: discussione politica. È chiaro che la convocazione nasce dalle “novità” maturate nei giorni scorsi: la fuoriuscita dal partito dei consiglieri comunali Americo Di Benedetto, Emanuela Iorio e Antonio Nardantonio. Il Pd in Comune resta con soli due rappresentanti, Stefano Albano e Stefano Palumbo. Sarà una resa dei conti? Difficile. Più probabile che si alterneranno interventi in cui ognuno cercherà di scaricare la colpa sugli altri e l’auspicata autocritica che potrebbe sfociare in dimissioni – cosa che alcuni iscritti chiedono agli attuali vertici – sarà rinviata a tempi migliori, in attesa magari che maturino nuovi scenari a livello nazionale. Ieri sull’argomento “fuoriuscita” è intervenuto il segretario provinciale Francesco Piacente d’intesa con il presidente provinciale ed ex assessore alla ricostruzione (giunta Cialente) Pietro Di Stefano. «La scissione nel gruppo consiliare dell’Aquila e l’uscita dal partito di importanti personalità è una ferita profonda», scrivono. «Non si può derubricare il tutto a un’incomprensione né al fisiologico epilogo di una difficile convivenza. Se non si analizzano in modo compiuto le ragioni di una tale vicenda non saremo in grado di rimettere in campo una linea di rilancio nella città e di dialogo con tutte le forze politiche di opposizione. Questo il motivo per cui abbiamo richiesto la convocazione urgente degli organismi del partito cittadino: eludere il dibattito e il necessario chiarimento sul nuovo equilibrio che partito locale e gruppo consiliare dovranno provare ad assumere, sarebbe sbagliato e dannoso. La città ci guarda e nei confronti di tanti iscritti e simpatizzanti abbiamo il dovere di dare segnali chiari, risposte adeguate di alternativa al governo della città, apertura a tutte quelle forze che animano il campo dell’alternativa di governo». La parola chiave è “apertura”. Segno che in questo momento il partito appare chiuso e autoreferenziale, abbandonato da tempo da chi guarda più a sinistra e ora anche dai moderati. Traspare dalla nota di Piacente e Di Stefano la richiesta che si torni a fare in consiglio comunale (anche con truppe ridotte) un’opposizione dura al sindaco Biondi e al centrodestra e a parlare di cose concrete: Prg, ricostruzione privata che vivacchia e quella pubblica che è in coma, idee per la città del futuro, nuove scuole, lavoro per i più giovani.
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