La ricostruzione parte dalla memoria

19 Agosto 2015

A Onna stanno per essere inaugurati due luoghi che ricorderanno la tragedia del 2009 e intanto ecco i primi cantieri

ONNA. Basta digitare “Onna” su un qualsiasi motore di ricerca ed ecco che sul video del computer appare una foto che la mattina del sei aprile del 2009 fece il giro del mondo. Si vede un albero, il primo di una fila, sotto al quale furono allineate in un rito improvvisato e tragico le vittime appena estratte dalle macerie. In quel momento non c’era nessun altro posto dove appoggiare quelle vite andate perdute e inginocchiarsi in un estremo gesto di pietà. In quel brandello di mondo sono impresse per sempre le urla di dolore, le lacrime infinite, i volti spenti. Quando qualche mese dopo fu costruito il nuovo villaggio quella “terra sacra”, sotto l’albero muto testimone di un dramma collettivo, divenne il luogo della memoria e della preghiera. Un fioraio aquilano donò una bella statua della Madonna orante. Su una targa furono impressi i nomi delle 40 persone scomparse. Una frase, scritta da un sacerdote, richiamò tutti alla speranza, una speranza che, in quella notte senza alba, sembrò infrangersi contro la forza della natura e la rabbia di chi era sopravvissuto.

Oggi quel luogo è stato reso ancora più bello. Ci hanno pensato la parrocchia e tanti volontari.

Adesso la Madonna è protetta da una piramide di vetro. Intorno tante pietre: quelle che caddero sotto i colpi della scossa e quelle raccolte nell’alveo del fiume in cui scorre quell’acqua simbolo della storia millenaria del borgo. E poi il verde del prato segno che la vita continua nonostante tutto e tutti. L’inaugurazione ci sarà sabato alle 18 alla presenza degli onnesi, dell’arcivescovo Petrocchi e di coloro che hanno dato una mano a rendere quel luogo, carico delle ombre del passato, un posto dove coltivare per sempre il ricordo.

Ma entro settembre ci sarà un altro luogo, questa volta dentro il centro storico che nel 2009 fu raso al suolo, dove la memoria diverrà guardiano della ricostruzione. In questo caso l’iniziativa è stata della Onna Onlus che ha chiesto all’arcivescovo di poter utilizzare la parete della canonica (ricostruita dai tedeschi insieme alla chiesa) che dà su piazza Umberto I, all’angolo fra via dei Martiri e via Ludovici . Dopo il sì di monsignor Petrocchi è stato pubblicato un bando con il quale artisti di tutta Italia hanno inviato i loro bozzetti per realizzare su quella parete un’opera d’arte sul tema «La memoria radice del futuro». Una giuria qualificata ha scelto l’opera dell’artista Alessandro Kokocinski.

L’inaugurazione era stata fissata in un primo tempo a fine agosto, nell’ambito delle celebrazioni della Perdonanza tanto che l’appuntamento era nella prima bozza del programma. A causa di una serie di equivoci e problemi burocratici (su cui è meglio sorvolare) non è stato possibile procedere alla installazione nei tempi previsti per cui tutto è slittato di qualche settimana quando il cantiere della chiesa sarà riaperto e la Soprintendenza (responsabile dei lavori dell’edificio) deciderà il giorno nel quale gli onnesi potranno finalmente vedere l’opera posizionata. Le due inaugurazioni (quella di sabato prossimo e quella, si spera, di settembre) potrebbero coincidere con l’avvio di alcuni cantieri della ricostruzione. Uno, all’inizio di via Oppieti (per chi arriva dalla statale 17) di fatto è già aperto. In autunno almeno un paio di aggregati vedranno gli operai al lavoro.

È come se dai luoghi della memoria dove sono scolpiti i nomi di chi ha pagato il prezzo più alto parta un segnale: dal ricordo alla ricostruzione.

Dalla morte alla vita.

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