La rinascita del vecchio borgo: al via i lavori della ricostruzione

Sabato la cerimonia di posa della prima pietra, sei gli aggregati coinvolti nell’intervento di recupero Il paese fu uno dei più devastati dal terremoto. Il sindaco Feneziani: momento storico per la comunità
SAN PIO DELLE CAMERE. Era il cuore del paese, per tutti il “Castello”. Dopo 14 anni, parte la ricostruzione del borgo fortificato di Castelnuovo, frazione di San Pio delle Camere, uno dei centri più colpiti dal sisma del 2009. Sabato prossimo, alle 11.30, è prevista la cerimonia di posa della prima pietra, per avviare un intervento corposo, che coinvolge sei aggregati e che dovrebbe concludersi nel giro di 4 o 5 anni.
Castelnuovo sorge su una collina e la parte alta dell’abitato, dove c’erano la chiesa, la piazza, il monumento ai Caduti, fu completamente distrutta la notte del 6 aprile. Cinque furono le vittime del sisma.
I lavori di demolizione, iniziati a gennaio del 2022 e finanziati con un milione di euro, sono terminati nei mesi scorsi: le pietre di interesse storico degli edifici del borgo fortificato sono state recuperate e catalogate e verranno riutilizzate nella ricostruzione. La cerimonia in programma sabato rappresenta un momento significativo per i residenti, che sperano di rivedere presto un luogo tanto amato, punto di aggregazione dell’intera comunità, come ricorda il sindaco Pio Feneziani.
«Tale evento rappresenta un momento storico», scrive il primo cittadino nell’invito rivolto alle istituzioni, «poiché sancisce la ricostruzione del famoso “Castello”, nucleo storico e primario del paese, nonché elemento identitario dell’intera comunità. Lì sorgevano la chiesa, la piazza del paese luogo di feste e cerimonie, il monumento ai Caduti della Grande guerra. Nel ricordo indelebile della tragedia che ci ha colpito, l’avvio della ricostruzione del primo aggregato dà concretezza alla speranza di poter vedere ricostruito il nostro paese». Nell’invito il sindaco Feneziani sottolinea come serva tanto impegno, da parte di tutti i soggetti coinvolti, «per le future sfide che ci attendono nel processo, ancora lungo, di ricostruzione».
Altre zone del paese – che conta circa 200 residenti ma che soprattutto d’estate tornava affollato e pieno di vita – sono già state recuperate, ma c’è ancora tanto da fare: in particolare, si attende lo sblocco dell’iter per la ricostruzione della chiesa parrocchiale dedicata ai santi Stefano e Silvestro.
Attualmente ci sono ancora persone che vivono negli alloggi dei due villaggi provvisori sorti dopo il 2009 e le cerimonie religiose vengono celebrate in una chiesetta di legno.
La popolazione, nonostante i ritardi e le difficoltà nella ricostruzione, non si è mai arresa e ha lottato per mantenere salde le proprie radici.
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