La ripartenza del turismo: prenotazioni con un +30%

29 Giugno 2021

Funziona il binomio natura-cultura: hotel opzionati fino a ottobre, calo ad agosto

L’AQUILA. Gli alberghi aquilani fanno il pieno di turisti. Dopo una partenza lenta, a maggio scorso, nel mese di giugno sono esplose le prenotazioni: 30% di presenze in più di turisti rispetto allo scorso anno, il primo dato raccolto in un’estate che fa ben sperare, con tante richieste di preventivi e stanze bloccate in anticipo per luglio, settembre e ottobre. In leggera flessione agosto, rispetto al 2020. La media di soggiorni, al momento, non supera le tre notti.
Dopo il fermo totale della piena fase pandemica e una ripresa a singhiozzo, le strutture alberghiere vedono, di nuovo, riempirsi le caselle delle prenotazioni.
Tanti i turisti stranieri da Svizzera, Germania, Francia, Belgio e Lussemburgo che hanno scelto L’Aquila come meta di vacanza. Sull’onda del turismo esperenziale e del suggestivo binomio natura-cultura che si conferma una formula vincente.
BOOM DI PRENOTAZIONI. Gli albergatori, tra le categorie più colpite dallo stop agli spostamenti dettato dall’emergenza Covid-19, ci speravano, ma la conferma è andata ben oltre le aspettative. «A maggio abbiamo avuto un incremento delle presenze dieci volte superiore al 2020», conferma Roberto Laglia, direttore dell’hotel Federico II, «certo, va considerato che lo scorso anno si usciva da un lockdown totale e che, con la vaccinazione che avanza, vengono favoriti gli spostamenti tra regioni». Ma i visitatori non sono tutti italiani. Molti gli stranieri presenti in città.
«A giugno è andata benissimo», evidenzia Laglia, «con gruppi di motociclisti e cicloturisti arrivati da Germania, Lussemburgo, Svizzera, Belgio e Francia. L’Aquila è entrata in un circuito turistico nazionale che la rende un punto strategico anche per le escursioni naturalistiche, oltre che per il patrimonio storico-architettonico».
GRUPPI DAL NORD. Per settembre e ottobre gli alberghi sono quasi pieni. «Abbiamo moltissime prenotazioni», sottolinea Laglia, «con il triplo delle camere impegnate rispetto allo scorso anno, quando i numeri erano stati comunque buoni. Sta ripartendo anche il settore degli eventi, dei convegni e dei gruppi di serie internazionali, guidati da tour operator stranieri che prenotano i soggiorni con largo anticipo».
Luglio è in linea con il 2020, mentre agosto si conferma l’anello debole della catena, nonostante l’appuntamento della Perdonanza celestiniana, che rappresenta il clou dell’estate aquilana. «Ad agosto la tendenza si inverte», dice il direttore del Federico II, «con la metà delle camere occupate rispetto allo scorso anno. Ma siamo fiduciosi in una rapida ripresa, considerando anche la media dei pernottamenti che si attesta su tre notti, a salire».
TARIFFE IN AUMENTO. Un aspetto curioso riguarda l’aumento delle tariffe dei soggiorni. «Le camere vengono prenotate a prezzi più elevati, segno che accanto alla ripresa della fiducia nei viaggi e negli spostamenti, L’Aquila viene percepita come un territorio di valore», fa notare Laglia. Anche Mara Quaianni, presidente Federalberghi della provincia dell’Aquila, parla di «un discreto movimento, soprattutto nei weekend. Più lenti i giorni feriali, ma a maggio e giugno è andata bene, quanto a presenze, considerando anche che non tutti hanno effettuato la seconda dose di vaccino. Le prenotazioni sono, per lo più, last minute: molti chiedono disponibilità e prezzi per confermare la prenotazione a ridosso della partenza».
SI VIAGGIA. «Giugno da tutto esaurito, come anche luglio, agosto e settembre». Giorgio Carissimi, titolare dell’hotel L’Aquila, parla di «richieste aumentate in modo esponenziale. Si prospetta una bella stagione», dice, «voglio rivolgere un appello all’amministrazione: quando i vacanzieri arrivano in città devono trovare servizi, parcheggi, un trasporto pubblico efficiente e tranquillità nelle ore notturne. Anche per questo vanno aumentati i controlli di sera».
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