La ripartenza in musica

23 Agosto 2021

L’AQUILA. «Saremo qui ogni volta che ne avrete bisogno. Voi non esitate a chiamarci». Era l’agosto del 2010 ed era passato poco più di un anno dal terremoto, quando Renato Zero, a sorpresa sul palco...

L’AQUILA. «Saremo qui ogni volta che ne avrete bisogno. Voi non esitate a chiamarci». Era l’agosto del 2010 ed era passato poco più di un anno dal terremoto, quando Renato Zero, a sorpresa sul palco davanti alla basilica di Collemaggio ancora completamente distrutta dal sisma, insieme a Fiorella Mannoia, prometteva agli aquilani che sarebbe tornato: «Grazie a voi, a tutti gli aquilani, per il vostro coraggio, per la vostra dignità, per la vostra lealtà». Una promessa che manterrà, tra qualche giorno, 11 anni dopo quel giorno. È proprio il re dei “sorcini”, infatti, l’ospite più atteso della 727ª edizione della Perdonanza Celestiniana. L’appuntamento è per il 30 agosto con lo spettacolo “L’Aquila ritorna: l’abbraccio alla musica e alla cultura” a cui, insieme a lui, parteciperanno Fabrizio Moro, Ermal Meta, Dulce Pontes, Monica Guerritore, Stefano Fresi, i Neri per Caso e Riccardo Cocciante.
I BIG. Grandi nomi della musica italiana che hanno raccolto l’invito del direttore artistico della Perdonanza, Leonardo De Amicis. Un invito non solo alla presenza, ma alla “condivisione” di un programma cucito addosso alla città, come ha spiegato lo stesso De Amicis. «In questa Perdonanza i contenuti sono la strada maestra», sottolinea. «Quest’anno saranno messe in scena tre produzioni straordinarie: scritte, pensate e ideate all’Aquila per L’Aquila. I grandi nomi vengono qui per partecipare agli spettacoli in comunione con noi, con le maestranze locali: il conservatorio, i cori e gli artisti del posto. Chiedo qualcosa di diverso a chi partecipa: tanti non prendono cachet, alcuni solo un compenso ridotto. Ogni spettacolo vuol essere veicolo di concetti importanti». Il primo quello di stasera, dopo l’accensione del braciere con il fuoco del Perdono. Uno spettacolo ideato da De Amicis e scritto con Paolo Logli: «Un canto per la rinascita, di viaggio e di cuore». A presentare sarà Lorena Bianchetti. La serata vuole racchiudere in sé tutto il senso della manifestazione: il viaggio come metafora di vita. La vita di una città che rinasce, dopo il grande lutto di dodici anni fa. «La strada è la metafora della vita e L’Aquila è abituata a rinascere», spiega De Amicis. «Il cuore è la metafora dell’ideale». Sul palco Roby Facchinetti, Irene Grandi, Michele Zarrillo, Simone Cristicchi e Orietta Berti, accompagnati dall’orchestra del Conservatorio dell’Aquila “Casella”, dalla Schola Cantorum San Sisto, dalla Corale L’Aquila e dal coro del Conservatorio. Ma i volti noti che si alterneranno questi giorni sul palco di Collemaggio sono numerosi.
DANZA E MUSICA. Domani il Galà della danza presentato da Lorella Cuccarini. Il 25 agosto un’altra produzione realizzata solo per l’occasione: “Il Racconto”, con Gigi D’Alessio e la partecipazione di Arisa e Clementino. Il 26 agosto invece è atteso Max Pezzali e il 27 Franco 126.
L’INDULGENZA. Nei giorni 28 e 29 agosto è in programma la cerimonia religiosa con l’apertura della Porta Santa di Collemaggio. Il corteo storico del 28 anche quest’anno, come nell'edizione precedente, sarà in forma statica per rispettare le normative anti-Covid.
DIETRO LE QUINTE. Ma la Perdonanza non è solo grandi nomi. «Alla manifestazione lavorano centinaia di persone, tra musicisti e tecnici, un bell’indotto per il settore. È un format che sta girando, molto conosciuto fuori città. Basti pensare che qualche giornalista mi ha chiesto della Perdonanza anche durante il festival di Sanremo. L’Aquila è una città che guarda avanti, questo vuole essere il senso della manifestazione. È una città in pieno risorgimento», assicura De Amicis. «L’Aquila ha amore per la cultura, per l’arte e per la musica. Quest’anno ho accettato di buon grado e con grande entusiasmo di dirigere la Perdonanza perché ho visto l’entusiasmo e ho percepito la voglia di fare e l’amore di questa città. Abbiamo riempito le strade del centro e non solo, da maggio a settembre, ma si potrebbe fare ancora di più: purtroppo, però, qui non c’è un teatro ristrutturato, capiente. D’inverno questa situazione è limitante. L’obiettivo per il futuro è di estendere questo genere di eventi durante tutto l’arco dell’anno».
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