La rivolta delle due ruote: riaprite le strade

13 Maggio 2018

Mobilitazione dopo l’incontro pacificatore in Provincia. L’organizzatore Mari Fiamma: «Danno incalcolabile nell’Aquilano» 

L’AQUILA. «Rimuovere immediatamente l’ordinanza di chiusura delle strade della Provincia».
Nel parcheggio vicino alla rotonda dell’ospedale c’è un po’ di tutto, dalla vetusta Guzzi alla Ducati Multistrada nuova di zecca, c’è il motociclista che sfoggia il casco con il nome di un grande campione del passato, Barry Sheene, c’è la bella ragazza dai lunghi capelli neri che riallaccia meticolosamente il casco giallo con il numero 46, replica di quello di Valentino Rossi. È il mondo multicolore degli appassionati delle due ruote, riuniti a centinaia ieri mattina – gli organizzatori parlano di 250 equipaggi – per contestare l’ordinanza di chiusura delle strade provinciali del 24 aprile scorso in cui si vietava ai soli utenti di moto e biciclette il transito su 25 strade della provincia aquilana, ordinanza emessa dopo un incidente a Villetta Barrea costato la vita a un 40enne molisano.
«Un’evidente discriminazione», spiega al megafono Massimiliano Mari Fiamma, promotore della protesta. «I lavori previsti altro non sono che mettere qualche toppa e i cartelli con il limite di velocità a 30. Ma almeno possiamo muoverci. Noi motociclisti possiamo scegliere altre strade per sfogare la nostra passione, il problema vero è che l’ordinanza ha avuto un rilievo nazionale, e l’Abruzzo aquilano è stato cancellato dai percorsi del mototurismo, con un danno incalcolabile». Elvio Fortuna, presidente regionale Fmi (Federazione motociclistica italiana), spiega che «è ovvio che la federazione non appoggi queste proteste, avendo competenza solo per le manifestazioni sportive», il riferimento è alla posizione del delegato nazionale Tony Mori espressa dopo l’incontro in Provincia. «Già ad aprile avevo scritto ipotizzando un sindacato che tutelasse i motociclisti. Il clamore della chiusura ha avuto però un risultato. Si sono accorti del problema e sono arrivati i fondi. Peccato che una nostra giovane associata romana sia appena morta sulla Ostiense, in un incidente causato da radici sporgenti».
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