La rotonda ai martiri delle foibe continua a dividere Pratola

19 Febbraio 2015

PRATOLA PELIGNA. Serve a dividere il traffico e ora anche le opinioni. Quale nome dare alla rotonda di capo la Croce a Pratola Peligna? L’opera potrebbe essere inaugurata nel fine settimana, da...

PRATOLA PELIGNA. Serve a dividere il traffico e ora anche le opinioni. Quale nome dare alla rotonda di capo la Croce a Pratola Peligna? L’opera potrebbe essere inaugurata nel fine settimana, da parte della Provincia (con in testa la vicepresidente Antonella Di Nino), che ha finanziato i lavori e fatto propria l’idea del gruppo Goccia tricolore, di dedicarla ai martiri delle foibe. La decisone ha fatto scattare il disco rosso dei Giovani comunisti, che per mezzo del loro coordinatore Giacomo De Fanis, invitano la Provincia a ripensarci e magari a mantenere vivo il ricordo della Resistenza. Messaggio quanto mai sentito a Pratola, medaglia di Bronzo al valore civile, proprio per l’impegno dei suoi cittadini durante la lotta ai nazifascisti. Sull’argomento ha fatto sentire la sua voce anche il sindaco Antonio De Crescentiis. «Fermo restando che sulla rotonda sta decidendo la Provincia», dichiara il primo cittadino, «stiamo lavorando a reperire fondi per dare un monumento degno alla Brigata Maiella e dedicargli una zona di Pratola. Molti pratolani hanno combattuto per la libertà seguendo i partigiani e alcuni non hanno fatto più ritorno a casa. Come sindaco e cittadino, la mia area politica si rifà ai valori della resistenza, della lotta la nazifascismo e alla libertà garantita dalla Costituzione italiana, ma dopo 70 anni non possiamo dimenticare la storia anche delle foibe, che sono state il frutto di aberrazioni di cui tener presente il ricordo per evitare di ripeterne gli errori in futuro». Diversa invece la posizione del preside del Polo scientifico tecnologico, Massimo Di Paolo. «Non abbiano intitolato alcuna aula, ma spostato una biblioteca che dal 2010 è stata dedicata a Italo Ciaglia», ha detto il dirigente in risposta all’intervento di De Fanis.

Federico Cifani

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