«La Saca ha operato correttamente»

Zavarella e Di Loreto si dicono pronti a dimostrare l’insussistenza delle accuse
SULMONA. Sono sicuri che tutto si risolverà in una bolla di sapone sia il presidente della società dell’acqua, Saca, Luigi Di Loreto, che l’ex assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Zavarella, e i due dipendenti della partecipata, Fabrizio Paolini e Fabrizia Torchetti. I quattro sono finiti sotto inchiesta per turbativa d’asta e falso in merito alla gara d’appalto per il rifacimento del collettore fognario e del manto stradale del Viale della stazione. «La procedura di gara si è svolta con le modalità delle offerte telematiche e, pertanto, appare difficile che si possano alterare i dati delle offerte presentate sulla piattaforma digitale dalle varie ditte che hanno risposto al bando». Lo sottolinea l’avvocato Uberto Di Pillo, difensore di Zavarella, «alle operazioni di gara hanno assistito diversi operatori economici che avevano formulato offerte e nessuno di loro ha riscontrato, segnalato e/o denunciato anomalia alcuna. Infine, come da procedura, gli esiti della gara, con precisa indicazione della percentuale di ribasso formulata dalla ditta risultata vincitrice, sono stati comunicati a tutte le ditte che avevano preso parte alla gara stessa di tal che appare davvero incomprensibile ipotizzare la falsificazione di verbali che sono stati prontamente comunicati a tutti. Sarebbe davvero singolare realizzare un falso e consegnarne la prova a tutti partecipanti alla gara», prosegue il legale, «su tali presupposti, oggettivamente riscontrabili negli atti di indagine, il mio assistito non avrà difficoltà a chiarire la propria posizione». Anche il presidente Di Loreto è convinto che tutto si risolverà in una bolla di sapone: «Ribadisco in modo inequivocabile di essere certo che questa iniziativa della magistratura porterà a rilevare l’assoluta correttezza dell’operato da parte del sottoscritto, posizione che sarà chiarita, per quanto mi riguarda, nei modi e nei tempi previsti dalla legge». (c.l.)

