La Salvati contro i tre consiglieri del Pd

L’ex presidente del circolo: prima sono contro le scelte del partito e poi chiedono la legittimazione
SULMONA. Pur essendo parte in causa in qualità di ex presidente del circolo del Partito democratico sulmonese e membro dell’ufficio di presidenza dell’assise comunale, fino ad oggi Roberta Salvati si era tenuta fuori dalla disputa e dalle polemiche che si sono create sul costituendo gruppo del Pd in consiglio comunale.
Ora la consigliera di maggioranza rompe il suo silenzio andando al contrattacco. E l'esponente della maggioranza ne ha per tutti: dai tre suoi ex compagni di partito fino alla senatrice Stefania Pezzopane, la quale aveva invitato tutti a mettere da parte capricci e lotte intestine.
«I tre consiglieri comunali Bruno Di Masci, Antonio Di Rienzo e Fabio Ranalli, sono scivolati su una buccia di banana, sventolando l'autorizzazione del Pd regionale e provinciale, per poi essere smentiti dagli stessi vertici regionali», afferma la consigliera Salvati, «Della loro contrarietà alle scelte politiche del Pd nazionale e regionale hanno fatto il proprio cavallo di battaglia, sia in consiglio comunale che sulla carta stampata sono sempre contro le scelte e la politica del Partito Democratico, ma poi, convintissimi e determinatissimi di costituire il gruppo del Pd in consiglio comunale, costringendoci a fare tre riunioni di ufficio di presidenza».
«Mi viene da pensare», si chiede la Salvati, «che volevano essere legittimati da noi?» e ricorda ancora degli «attacchi scomposti e infondati» rivolti contro il presidente dell'assemblea civica, Katia Di Marzio, di cui Salvati difende in toto l'operato. Infine, replicando alla senatrice Stefania Pezzopane, Salvati che fino a poche settimane fa è stata presidente del circolo sulmonese del Pd, chiede cosa ne pensi del piano sanitario regionale e del progetto della bretella ferroviaria decisi e approvati dal Pd.
«Dobbiamo smetterla di essere utilizzati solo come bacino di voti in favore di logiche politiche sedimentate da troppo tempo, la città di Sulmona non può, ancora una volta, essere considerata semplicemente una terra di conquista elettorale e non per un vero progetto di sviluppo di lungo periodo», insiste il consigliere comunale della lista civica Dem.
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