La Santa Croce: «Siamo una società solida»

21 Aprile 2022

L’azienda sulla richiesta di concordato in tribunale: passaggio funzionale per garantire la continuità

CANISTRO. «Il concordato preventivo è finalizzato a garantire la continuità aziendale e a salvaguardare il personale poiché l’azienda è solida a livello patrimoniale e finanziario». È quanto afferma la società Santa Croce. «A seguito delle scelte della Regione Abruzzo in ordine all’affidamento delle concessioni di acque minerali presenti in Popoli e Canistro», si legge in una nota dell’ufficio stampa, «la società Santa Croce srl ha ritenuto opportuno depositare, presso il tribunale di Roma, una richiesta di ammissione ad una procedura concorsuale tesa alla ristrutturazione di proprie pregresse passività, peraltro in gran parte ereditate dalla precedente gestione. Non si tratta di una procedura per evitare il fallimento, come erroneamente ritenuto», sostiene l’azienda, «stante la solidità patrimoniale e finanziaria della società, bensì di una procedura funzionale a garantire la continuità aziendale, per la salvaguardia della stessa società, delle sue maestranze e del relativo indotto». Secondo la Santa Croce «non vi è alcuna norma che impedisca ad una società che fa ricorso a tali procedure previste dalla legge di essere assegnatari di concessioni pubbliche o di svolgere servizi di pubblico rilievo. Peraltro, la richiesta della società ha visto l'immediato positivo riscontro dei molti fornitori con i quali essa collabora attivamente. Trattasi di uno strumento al quale hanno fatto ricorso molti altri gruppi industriali anche di portata nazionale e che ha consentito di affrontare, con rinnovata sicurezza gestionale, i piani di investimento di medio-lungo periodo». Viene chiarito inoltre che «alcuna rilevanza hanno avuto le vicende cautelari che hanno recentemente interessato il patron Camillo Colella», attualmente in carcere, «per le quali si confida in un definitivo chiarimento, e il quale già da tempo, circa 7 anni, non figurava più nel management della società».
Santa Croce sostiene come sulla questione «abbia influito l’annoso contenzioso in ordine alle concessioni minerarie, vedendosi costantemente e ingiustamente negata la possibilità acquisire ulteriori e importanti quote di mercato», aggiungendo che viene «tutt’ora privata della possibilità di crescita nei profitti». L’azienda infine critica le prese di posizione dell’avvocato Salvatore Braghini, già legale del Comune di Canistro, definite «personalissime quanto dannose».
Intanto, l’ex sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, fa un appello al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore Nicola Campitelli, ai quali si era rivolto «affinché intervenissero su una vicenda che oggi, con la richiesta di procedura concorsuale da parte della Santa Croce, approdata alla sezione fallimentare del tribunale di Roma». (p.g.)
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