La seconda giovinezza del giornalista letterato

11 Aprile 2015

Il professor Motta direttore responsabile della rivista Terzo Millennio La scelta motivata «dalla caratura etica e dalla zelante professionalità»

AVEZZANO. Dalla cronaca all’otium letterario. Al termine di una lunga carriera giornalistica come redattore del quotidiano il Centro, il professore Nino Motta è tornato al suo primo amore: la letteratura. Il dialogo tra intellettuali italiani e stranieri da oggi si arricchisce del contributo di un giornalista siciliano, ma marsicano di adozione: dopo trent’anni dedicati alla cronaca marsicana, ora Motta ricopre il prestigioso incarico di direttore responsabile di “Terzo Millennio”, una affermata rivista internazionale di letteratura e cultura varia, fondata da Carmelo Aliberti, figura di spicco nel panorama della letteratura italiana. Aliberti, siciliano e conterraneo di Motta, è poeta, critico letterario, cultore di Letteratura italiana all’Università di Messina ed è stato nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal presidente della Repubblica. Il direttivo dell’associazione culturale “Terzo Millennio” ha voluto Motta come guida esperta della rivista, apprezzandone «la serietà, la vasta cultura, la zelante professionalità e la caratura etica».

La rivista, giunta al quinto anno di pubblicazione, si occupa di approfondimenti letterari e ricerche e si avvale della collaborazione di intellettuali italiani e stranieri, come Matteo Collura, giornalista e scrittore, Antonio Famà della Waterloo university (Canada), Ennio Rao della North Carolina university (Usa). La rivista, inoltre, può vantarsi della presenza, all’interno del comitato scientifico, di Giorgio Barberi Squarotti, professore di storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Torino, nonché poeta e critico letterario. Nell’ultimo numero della rivista sono stati pubblicati i lavori di molti esponenti del mondo culturale provenienti dalle Università italiane, francesi e americane. Tra gli articoli merita attenzione una prefazione di Jean Igor Ghidina, docente di Letteratura italiana all’Università “Blaise Pascal” di Clermont (Francia), al saggio di Aliberti “Fulvio Tomizza e la frontiera dell’anima”. Il testo invita alla lettura e alla scoperta dell’opera di Tomizza, autore triestino considerato uno dei maggiori scrittori del secondo Novecento italiano. «Ci voleva la mente eccelsa di un poeta come Carmelo Aliberti», scrive Ghidina, «per scandagliare l’opera omnia di Tomizza, insigne esponente della letteratura non solo triestina ma anche italiana».

Tomizza, scomparso alla fine degli anni Novanta, è scrittore per lettori di “raffinata attenzione”, che ha suscitato grandi consensi critici. Il suo romanzo autobiografico “Rapporti colpevoli” (1992) è giunto finalista al premio Campiello. I suoi romanzi, tradotti in 15 nazioni, si collocano nel periodo in cui si è affermata la letteratura di massa. In questo contesto l’opera di Tomizza rappresenta un «caso originale» perché esprime la sofferenza per la miseria dell’uomo e la tristezza di vivere in una società alienata.

Alessia Palleschi

Eleonora Montanari

Lucia Ugoletti

Chiara Piccinini

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