La seconda vita del Progetto Case Dalla demolizione al riutilizzo

26 Novembre 2021

Sessanta milioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza pioveranno sugli edifici antisismici Lavori di riqualificazione per ospitare il Centro nazionale del servizio civile: 2.500 alloggi nuovi

L’AQUILA. Tra i progetti che il fondo complementare del Pnrr – il pacchetto di investimenti da 1,78 miliardi di euro destinati in via esclusiva alle aree terremotate del Centro Italia che andrà ad aggiungersi e a integrarsi con gli interventi contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza – porterà in dote all’Aquila, non c’è solo il centro di alta formazione tecnica collegato alla Scuola della pubblica amministrazione (Sna). Un’altra misura prevista è l’istituzione del Centro nazionale del servizio civile universale, che, a differenza della sede distaccata della Sna, sarà ospitato, nelle sue varie articolazioni, nelle palazzine del Progetto Case e nei Map.
60 MILIONI AL PROGETTO CASE
La nascita del centro, infatti, è incardinata in un più ampio progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli alloggi costruiti subito dopo il sisma, molti dei quali giacciono vuoti e abbandonati (dopo essere stati sgomberati per problemi di agibilità) o in cattivo stato di manutenzione. Un’operazione analoga a quella della scuola nazionale di formazione dei vigili del fuoco, che sorgerà nel Progetto Case di Sassa grazie ai 15 milioni stanziati lo scorso anno dal governo, parte dei quali servirà proprio per la ristrutturazione dei 18 edifici che compongono l’insediamento. Per gli interventi di riqualificazione propedeutici all’istituzione del Centro del servizio civile, la dotazione finanziaria prevista è ancora maggiore: 60 milioni, che fanno parte della prima tranche da 478 milioni del fondo complementare sbloccati due giorni fa dalla cabina di coordinamento presieduta dal Commissario alla ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, e composta dal capo del Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, dal capo della struttura di missione L’Aquila 2009, Carlo Presenti, dai presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e dai sindaci dei territori interessati.
COLONNA
«Questi soldi», spiega l’assessore comunale alle Opere pubbliche Vito Colonna, «serviranno a finanziare interventi di recupero su tutti gli insediamenti del Progetto Case e dei Map. Entro la fine dell’anno dovremo presentare uno studio di fattibilità per indicare come intendiamo procedere. Una volta ristrutturate, riqualificate e rifunzionalizzate per poter ospitare, oltre agli alloggi, anche le aule, le mense e tutti gli altri spazi destinati ad allievi, personale e docenti, alcune palazzine saranno messe a disposizione del Centro del servizio civile, che dipenderà direttamente dal Dipartimento delle politiche giovanili. Molti particolari devono ancora essere messi a punto, dalla scelta degli edifici a quella della stazione appaltante». A regime, il Centro avrà una dotazione di 2.500 alloggi, così come è scritto nell’articolo 40 quater della legge di Bilancio approdata da poco in parlamento. Nel provvedimento si specifica anche che “le modalità di fruizione delle unità immobiliari destinate saranno oggetto di specifica convenzione tra il Comune dell’Aquila, la struttura di missione dedicata al processo di ricostruzione e il Dipartimento per le politiche giovanili”.
SCUOLA NAZIONALE VVFF
Intanto proseguono i trasferimenti delle famiglie residenti nel Progetto Case di Sassa, che devono lasciare i loro alloggi per fare spazio alla scuola nazionale dei vigili del fuoco. «A oggi», afferma Colonna, «sono rimasti 79 nuclei, su 183 totali. Per completare le operazioni abbiamo tempo fino al 31 gennaio, ma alcune famiglie hanno fatto sapere che hanno intenzione di lasciare definitivamente il Progetto Case perché a breve rientreranno nelle proprie abitazioni». C’è anche qualche irriducibile che ha detto che non si muoverà, ma secondo Colonna si tratta di poche famiglie: «Fino ad ora gli inquilini stanno rispondendo bene, stiamo cercando di accontentare tutti».