La sede del Pd imbrattata con gli adesivi

“Parlateci di Bibbiano” lo slogan di contestazione affisso di notte. Reazioni indignate, c’è la denuncia
L’AQUILA. Adesivi con la scritta “Parlateci di Bibbiano” sono stati attaccati due notti fa in piazza Duomo, sulla porta della sede elettorale di Michele Fina, candidato al Senato alle Politiche 2022. Sulla vicenda indaga la polizia, in particolare Digos e Scientifica In attesa degli sviluppi della vicenda (saranno esaminati i filmati delle telecamere di videosorveglianza) si registrano le reazioni indignate di vari esponenti del Pd.
«Mi spiace molto», scrive Fina, «che la vigliaccheria sporchi questa campagna elettorale. Chi vuole parlarci e criticarci può farlo a viso aperto e venire al nostro comitato. Parlare di Bibbiano per noi, ad esempio, non è un problema visto che dopo le indagini che si sono svolte il procuratore ha escluso il coinvolgimento del nostro sindaco. Infatti le ultime elezioni hanno premiato il Partito Democratico, ovunque ma anche a Bibbiano. Detto questo noi vogliamo parlare di adesso e delle imminenti necessità delle cittadine e delle cittadine. Alla fine i vandali creano problemi solo a loro stessi».
Per l’altra candidata (alla Camera) Rita Innocenzi «qualcuno si è divertito a imbrattare la sede con sticker che tornano su un argomento (un po’ datato) molto caro a Giorgia Meloni: Bibbiano. Il Pd che, con la mia candidatura, ha dimostrato di volersi aprire al rinnovamento e al civismo, si ritrova oggi a pulire lo sporco del vandalismo di destra. Credo che la coalizione di centrosinistra parlerebbe volentieri di Bibbiano e di molti altri argomenti, a destra, oltre ad attaccare gli adesivi, cosa fanno? Solidarietà al Pd dell’Aquila. Avanti con la campagna elettorale, verso il sogno». La segretaria Emanuela Di Giovambattista scrive: «Non ci facciamo intimidire da 4 adesivi». «Non abbiamo alcun problema a parlare di Bibbiano», afferma in un video. «Le indagini hanno escluso responsabilità del nostro sindaco. Continueremo a stare in questo comitato, a ricevere la gente, ad ascoltare i cittadini».

