La serrata dei negozianti divide la città

27 Febbraio 2018

Le associazioni di categoria provano a mediare e rilanciano il progetto di rivitalizzazione del centro

SULMONA. Si infiamma il dibattito sul centro storico cittadino, dopo l’annunciata serrata dei commercianti con lumini alle vetrine, corteo e sit-in a Palazzo San Francesco in programma il primo marzo. La rivelazione dell’assessore al Commercio Cristian La Civita sulla reale motivazione che sarebbe alla base della protesta, cioè la richiesta da parte dei commercianti di riaprire il centro alle auto 24 ore su 24, scatena polemiche e reazioni in città. Soprattutto sulla piazza virtuale di Facebook, dove sono i cittadini a gridare allo scandalo per «l’arretratezza del commercio made in Sulmona».
«Nelle riunioni nessuno ha mai chiesto di abolire la Ztl», precisa l’edicolante Marco Del Rosso. Provano a mediare le posizioni i rappresentanti delle associazioni di categoria, come Confesercenti (con Pietro Leonarduzzi e Angelo Pellegrino) e Ascom (con Claudio Mariotti), che a vario titolo e da tempo propongono diverse misure contro la desertificazione del centro storico. Tra cui politiche urbanistiche efficaci, con norme per la riduzione della pressione fiscale e della burocrazia; l’applicazione della cedolare secca (regime agevolato di tassazione sugli affitti) da girare come sconto sulle locazioni (già ridotte negli ultimi anni); leggi più efficaci per combattere l’illegalità, l’abusivismo e la concorrenza sleale. E ancora, un più forte sostegno al commercio online e alla digitalizzazione, nonché parcheggi gratuiti in centro storico ed eventi. «Tutte le associazioni hanno condiviso un progetto di rilancio del centro», precisa Leonarduzzi, «e non è corretto strumentalizzare la questione». Traslando la discussione sui tavoli politici, anche tra le forze di minoranza la questione continua a tenere banco. Per Forza Italia, ad esempio, che vede tra i banchi dell’opposizione la consigliera Elisabetta Bianchi, bisogna ripartire dalla messa in sicurezza degli edifici del centro, per renderlo più fruibile e appetibile.
«Il centro conta appena 3.000 abitanti a fronte di una popolazione di 24.454», fa notare il coordinatore Antonio Menchinelli. «L’obiettivo è quello di innalzare il livello di prevenzione degli edifici per rendere più appetibile il centro sotto tutti i punti di vista». Sollecitano maggiore incisività da Sbic. «Fondamentale è la partecipazione dei cittadini e in questo caso dei commercianti», fa notare il consigliere Maurizio Balassone.
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