La Snam: «Il gasdotto trasporterà 10 miliardi di metri cubi l’anno»

Ma i comitati i bollano il progetto come «un’opera inutile» E annunciano per l’8 dicembre un nuovo sit-in di protesta
SULMONA. «La centrale di compressione di Sulmona e un pezzo del metanodotto Linea Adriatica (il Sestino-Minerbio) sono stati inseriti dalla Commissione europea nel Pnrr su proposta del governo Meloni: è un’ottima notizia per la Snam e l’Eni ma nello stesso tempo una pessima notizia per i cittadini italiani che si vedranno costretti a pagare attraverso la bolletta energetica due opere totalmente inutili».
È quanto affermano i Comitati per l’ambiente e il Coordinamento No hub del gas che invitano i cittadini a partecipare l’8 dicembre, giornata internazionale di lotta contro le opere inutili, dannose e imposte, al sit in che si terrà alle 11, a Case Pente, davanti al cantiere Snam.
Pronta la replica della Snam. «La realizzazione della linea Adriatica – dorsale alternativa e aggiuntiva a quella attualmente esistente – si inserisce tra i progetti contemplati dal RepowerEu per consolidare l’equilibrio energetico del Paese e dell’Europa in seguito alla crisi energetica e, segnatamente, al suo acuirsi in conseguenza del conflitto russo-ucraino. Se fino allo scoppio del conflitto i principali flussi di gas in arrivo nel nostro Paese provenivano proprio dalla Russia, dopo la crisi russo-ucraina l’Italia ha sostanzialmente capovolto il suo baricentro delle forniture di gas, con la fonte russa via via ridotta con approvvigionamenti incrementali in arrivo da Nord Africa, Tap e dai rigassificatori di Piombino, già operativo, e Ravenna, che entrerà in attività all’inizio del 2025. In particolare, i tre gasdotti che ci raggiungono da sud hanno fornito insieme il 52% degli approvvigionamenti, volumi a cui occorre garantire adeguata capacità di trasporto. Di qui la necessità», continua la nota della Snam, «di un intervento infrastrutturale che aumenti la capacità di trasporto del gas lungo questa direttrice, in considerazione del fatto che i principali centri di consumo e i principali poli produttivi del Paese si trovano al nord e devono essere riforniti in maniera continua ed efficiente. La linea adriatica, in particolare, consentirà un incremento della capacità di trasporto pari a 10 miliardi metri cubi aggiuntivi all’anno. Va inoltre segnalato che, per quanto i consumi nazionali di gas – su base annua – possano talora evidenziare delle diminuzioni, il sistema deve conservare e anzi consolidare la propria elasticità di fondo, in modo tale da poter fronteggiare i picchi anche giornalieri della domanda, che in momenti particolari dell’anno possono sempre presentarsi e che occorre poter gestire attraverso infrastrutture capaci di garantire la piena e continua efficienza del servizio. Su base giornaliera, in particolare, la linea adriatica consentirà di passare dagli attuali 126 milioni di m3/g ai 131 milioni di m3/g consentiti dalla finalizzazione della Fase 1, per finire con i 150 milioni di m3/g che potremo trasportare quando sarà completata la fase 2».
I comitati nell’annunciare il sit in fanno anche riferimento a un’intervista rilasciata dal direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’Energia Fatih Birol. «Secondo il comitato Birol», replica la Snam, «avrebbe ammonito l’Italia dal costruire nuovi gasdotti. Birol, in realtà, si è augurato che gli asset del gas siano pensati e realizzati per il trasporto anche di molecole verdi, in modo tale da abilitare la transizione. Questo è esattamente quello che ha fatto, sta facendo e farà Snam, costantemente al lavoro su asset a prova di futuro che possano veicolare oggi metano e biometano e, domani, idrogeno».Infine, il cantiere a Case Pente, per la realizzazione della centrale di Sulmona. «Snam fa presente», si legge nella nota, «che sta operando come da autorizzazioni ministeriali ricevute». (u.c.)
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