La Snam: «Impianti sicuri in caso di sisma»

11 Novembre 2016

Ma non si ferma la protesta dei Comitati contro la realizzazione della centrale e del metanodotto

SULMONA. Gli ultimi eventi sismici non scoraggiano la Snam, che va avanti con il progetto della centrale e del metanodotto. Anzi, la multinazionale del gas, dopo l’ultimo terremoto del 30 ottobre, ha voluto tranquillizzare i cittadini sulla sicurezza dei suoi impianti. «In relazione ai gravi eventi sismici che stanno colpendo il centro Italia negli ultimi mesi», spiega la Snam, «informiamo che non si sono registrati né danni né interruzioni di esercizio sui gasdotti e le infrastrutture che gestiamo nelle zone interessate, così come avvenuto anche in occasione dei terremoti di maggior rilevanza che si sono verificati in Italia negli ultimi 40 anni, Abruzzo incluso, dove sono presenti circa 3mila chilometri di gasdotti».

Le rassicurazioni, però, non bastano a placare le preoccupazioni del fronte del no, capeggiato dai Comitati cittadini per l’ambiente che da circa dieci anni si battono contro il progetto. E se Snam preferisce non esprimersi sulla centrale, parte dell’intero progetto, continua a mostrarsi disponibile a valutare l'ipotesi avanzata dalla Regione su una centrale ad alimentazione elettrica, alternativa a quella a gas.

Anche se proprio alla fine del mese scorso era arrivato l’ennesimo no da parte della giunta regionale, in risposta alla richiesta del ministero dello Sviluppo economico dei pareri sul progetto. Su sollecitazione dell’assessore regionale alle Aree interne Andrea Gerosolimo e del sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca, la Regione si è opposta alla classificazione all’interno della rete nazionale dei gasdotti Sulmona-Foligno e Sulmona-Oricola. A settembre, inoltre, era arrivata la decima delibera contraria da parte del consiglio comunale.

Il discusso progetto della Snam prevede una centrale di combustione gas con gasdotto nei pressi del cimitero, a Case Pente, in un’area di 12 ettari; oltre a tre turbocompressori meccanici da 11 megawatt l’uno e da 25 metri per 12, alti 10 metri; tre caldaie e un camino di 14 metri. La superficie dell’area risulta divisa – sulla carta – a metà tra gli impianti e il verde. Le strutture vanno incassate in cabinati a 4 metri al di sotto del livello della strada. Dal punto di vista delle emissioni in atmosfera per l’ossido di azoto sarebbero di 18 chilogrammi all’ora, per il monossido di carbonio di 24,5. (f.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA