«La soluzione è realizzare piccole riserve»

L’ingegnere Di Cintio: la svolta sarebbe ridare vita a una piccolissima porzione del lago Fucino
AVEZZANO. Allagamenti e siccità, due facce della stessa medaglia, entrambi portatrici di problemi per l'area fucense: per voltare pagina, l'ingegner Sergio Di Cintio, consigliere nazionale e coordinatore marsicano del Psi, rilancia l'idea di realizzare piccole riserve idriche, compreso il Bacinetto, la zona più depressa della Piana del Fucino, quindi di accumulo naturale, che ridarebbe vita a «una piccolissima porzione dell'antico lago Fucino: potrebbe sembrare utopica», afferma, «ma affascinante e risolutiva allo stesso tempo. La Regione velocizzi l'iter per dare risposte al comparto fucense sia in ordine alla soluzione dei problemi irrigui, che della depurazione». Il problema irrigazione, infatti, incide anche sull'ambiente e sull'equilibrio idrogeologico del territorio. «Portando la memoria non troppo indietro», aggiunge Di Cintio, «a febbraio 2019, i canali di Fucino, dopo le abbondanti precipitazioni erano colmi ed esondarono, riempiendo d’acqua i terreni circostanti; il canale centrale colmo fino al livello dei terreni, in prossimità del Bacinetto di borgo Ottomila, e il collettore ben oltre il livello di sicurezza. L'adeguamento e ammodernamento della rete è una condizione necessaria, ma non sufficiente per risolvere il rischio idraulico. È importante costruire riserve idriche di piccole dimensioni, anche per non continuare a cementificare. Oggi si pompa acqua a una profondità di 300 metri per riempire i canali, l'acqua che si disperde è molta: realizzare riserve idriche e piccoli invasi, come il ripristino di una piccola parte a nord del Bacinetto, da usare per l'accumulo durante gli eventi di piena e da riutilizzare in caso d’estate, ripristinando l’idea originaria del progettista dell’intero sistema di bonifica, potrebbe segnare la svolta». (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

