La Soprintendenza finanzia il restyling di quattro monumenti

Un milione per l’arco di Porta Napoli, Santa Caterina, la Rotonda di San Francesco e l’acquedotto medievale
SULMONA. Via alla riqualificazione di alcuni monumenti da parte della Soprintendenza. Gli esperti di belle arti hanno tenuto un incontro in Comune sul progetto di ristrutturazione di parte del patrimonio storico cittadino.
Sono quattro le aree monumentali che saranno oggetto di un’accurata operazione di restyling: l’arco di Porta Napoli che dovrà essere riportato alle origini, la chiesa di Santa Caterina in via Angeloni che sarà ristrutturata in toto (tetto compreso), la Rotonda di San Francesco per la quale è previsto, tra gli altri interventi, il rifacimento della scalinata e l’acquedotto medievale con il consolidamento degli archi.
La somma complessiva da investire si aggira complessivamente su un milione di euro. Almeno tre dei quattro interventi previsti potrebbero essere realizzati entro il 2020.
Tra i progetti di ristrutturazione in programma il più complesso sembra essere quello della Rotonda di San Francesco, che prevede il coinvolgimento anche dei privati, che hanno dei locali che affacciano sulla scalinata.
«Sarà nostro compito organizzare un incontro per fare il punto della situazione e delimitare il confine tra la proprietà pubblica e quella privata, così da mettere tutti nelle condizioni di poter operare», fa sapere l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Salvatore Zavarella.
Quel che è certo è che si tratta di un vero e proprio progetto di riqualificazione di parti importanti della Sulmona antica, che consentirà di arricchire ancora di più il patrimonio già sconfinato di bellezze architettoniche cittadine. Un patrimonio che negli ultimi anni sta trasformando la città in una meta del turismo di nicchia, di quanti sono alla ricerca di piccoli centri che possono vantare molta storia da conoscere e “respirare”.
Porta Napoli è l’accesso sud alla città medievale, costruita tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo per far fronte all’imponente crescita demografica e all’espansione urbanistica che Sulmona aveva avuto durante il periodo della dominazione sveva del 1.200.
Anche l’acquedotto del 1256 rappresenta la grandezza di una città all’epoca molto attiva: Sulmona era infatti sede del Giustizierato, di una cattedra di diritto Canonico e di una delle sette fiere annuali istituite da Federico II per favorire gli scambi commerciali e le attività produttive.
La chiesa di Santa Caterina risale al 1300 e fa parte di un complesso più ampio, che ospitava un convento, ora adibito a museo grazie alla realizzazione del progetto Spazio Ovidio.
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