La sosta selvaggia blocca le ambulanze

17 Agosto 2018

Difficoltà per pazienti in codice rosso. Montanari (polizia locale): auto multate, molte appartengono a personale sanitario

AVEZZANO. Due ambulanze che trasportavano altrettanti pazienti in codice rosso bloccate nella corsia d’ingresso al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano a causa delle auto in sosta selvaggia. I mezzi, uno della Croce rossa di Avezzano e l’altro della Cri di Carsoli, sono rimasti intrappolati ieri mattina, con notevoli difficoltà nei soccorsi, come denunciato dal presidente della Cri di Carsoli, Luciano Camerlengo. Quanto accaduto non solo ha messo a rischio la vita dei pazienti, ma ha fatto divampare le polemiche.
La polizia locale chiamata sul posto ha multato le auto in sosta vietata.
«Svariati veicoli di quelli sanzionati», precisa il dirigente comunale Luca Montanari, a capo della polizia locale di Avezzano, «appartengono a personale sanitario, che con il pretesto di doversi recare in ospedale per delle urgenze, pur avendo un grandissimo parcheggio riservato, a breve distanza, non si fa scrupolo di sostare sulla corsia del pronto soccorso».
Aggiunge Montanari: «Quella del pronto soccorso è un’area di totale ed esclusiva competenza della Asl, la quale, tuttavia, non è mai riuscita a gestirlo, stante le innumerevoli criticità costruttive».
In passato, la Asl ha tentato anche di chiudere l’area del pronto soccorso con una sbarra telecomandata da una guardia giurata, col compito di filtrare l’accesso del pubblico. Tutti quelli che si presentavano alla sbarra, però, dichiaravano al vigilante la necessità di passare assolutamente, paventando sempre il pericolo di vita di qualcuno.
«I soliti furbetti del quartierino», riprende Montanari, «nel 2010 la Asl chiedeva aiuto al Comune, sicché i due Enti andavano a stringere un accordo di collaborazione: da un lato la Asl si impegnava ad aprire al pubblico quella strada, requisito per consentire a tutti gli organi di polizia di potere applicare il codice della strada, a realizzare opere di dissuasione della sosta selvaggia e altre cose; dall’altro lato il Comune, che si impegnava a far passare le proprie pattuglie per sanzionare quei pochi che ancora fossero riusciti a sostare. La polizia locale ha assolto il suo impegno, ma la Asl solo in minima parte e a intermittenza. E le lacune sono sotto gli occhi di tutti. A fronte della impossibilità di lavorare secondo le modalità concordate, e alla luce dei numerosissimi rischi che andavano ogni giorno a formarsi, il comando della polizia locale ha più volte tentato di sollecitare verbalmente i responsabili Asl, affinché mettessero a norma quell’area, secondo quanto concordato nel 2010. Fino a una diffida nel 2015, ricordando che l’onere di mettere e mantenere in sicurezza l’area era ed è della Asl e non degli organi di polizia. La diffida ha sortito i suoi effetti perché qualche piccolo adeguamento è stato fatto dalla Asl. Oggi la situazione è di nuovo precipitata».
Polemiche anche sulla mancata rimozione dei veicoli che intralciano il passaggio delle ambulanze.
«Sul fatto della mancata rimozione delle auto già sanzionate è solo il caso di osservare come l'80% esponga il cartellino invalidi», precisa Montanari, «e il codice vieta espressamente la rimozione di queste auto, quindi le mancate rimozioni sono atti dovuti e non omissioni. Per il restante 20% di veicoli in sosta vietata la rimozione risulta quasi sempre impossibile perché il carro attrezzi necessita di ampi spazi di manovra e di lunghi tempi per procedere, rischiando di intasare l’area ancor più di quanto già non lo sia veramente».
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