La speranza e poi l’angoscia della comunità

23 Gennaio 2022

Oltre 300 soccorritori e sofisticate tecniche per ritrovare i corpi sepolti dentro Valle Majelama

AVEZZANO. Il 24 gennaio 2021 Tonino, Gian Mauro, Gianmarco e Valeria si erano dati appuntamento di buon mattino vicino al rifugio Casale da Monte, a forme di Massa d’Albe. Erano arrivati intorno alle 7, come riferito da un allevatore di Forme e da suo figlio proprietari di una stalla poco distante. Probabilmente il gruppo di amici era diretto al Colle del Bicchero, come testimoniato da un quinto ragazzo che aveva deciso di non andare all’ultimo momento. Prima di arrivare a destinazione, però, i quattro alpinisti sono stati travolti da una slavina di enormi proporzioni. Il fronte della valanga, come stabilito dagli esperti, era lungo quasi 300 metri.
L’allarme è scattato intorno alle 17 di quella maledetta domenica. Il gruppo aveva previsto di rientrare per le 16. È stato il papà di Valeria, il maresciallo dei carabinieri Vincenzo Mella, ad allertare i soccorsi dopo che i cellulari dei quattro erano già irraggiungibili.
In serata i primi soccorritori, partiti con gli sci, avevano individuato delle tracce dentro Valle Majelama che si interrompevano davanti a una barriera di neve. Il timore che potessero essere stati travolti da una valanga si era così fatto strada sin dai primi, tragici momenti.
Nonostante un’imponente macchina dei soccorsi arrivata da tutta Italia ci sono voluti 28 difficili giorni per recuperare i corpi. Giorni di enorme angoscia in tutto l’Abruzzo. Le operazioni, ostacolate dal maltempo, proseguirono infatti per quasi un mese. Tanti gli imprevisti, tra cui la caduta di un gatto delle nevi precipitato dall’elicottero durante il trasporto da Ovindoli. Nelle ricerche, con oltre 300 operatori arrivati da tutta Italia, furono impiegati sofisticati dispositivi tra sonar, georadar 3D e sensori ottici. Al campo base il tempo era scandito dalle pale degli elicotteri che portavano in quota i soccorritori.
Venerdì 19 febbraio Simba e Baila, i cani molecolari del reparto carabinieri cinofili di Bologna, fiutarono una traccia permettendo di ritrovare i corpi di Gian Mauro Frabotta, Valeria Mella e Tonino Durante. Il giorno successivo il cane del Soccorso alpino della Finanza dell’Aquila, Efrom, permise di recuperare anche Gianmarco Degni. Lunedì 22 ci furono i funerali in cattedrale e il lutto cittadino ad Avezzano. (f.d.m.)
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