La Stati lascia: «Mi hanno emarginata»

14 Ottobre 2016

Velenoso addio dell’assessore alla Viabilità alla giunta Di Pangrazio: «In Comune sono contro chi brilla di luce propria»

AVEZZANO. Siamo ai titoli di coda e alla fine di un idillio politico durato poco più di nove mesi: l’assessore Daniela Stati lascia la giunta guidata da Gianni Di Pangrazio.

«Me ne vado perché non mi piace essere sopportata», afferma la Stati, «provengo da una vecchia scuola politica dove le decisioni vengono prese in modo collegiale e le scelte vengono fatte dalla giunta. Nel Comune di Avezzano questo non accade. Ad Avezzano ci sono gli assessori di serie A e gli altri. Io non sono di serie B. Ad Avezzano ci sono gelosie politiche, persone che non sopportano chi brilla di luce propria. Andavo trattata in modo diverso e ciò non è accaduto. Lunedì rassegnerò le mie dimissioni».

Parole decisamente diverse rispetto a quelle che nel gennaio scorso avevano accompagnato l’ingresso nell’esecutivo Di Pangrazio.

«Con l’ingresso della Stati entra una donna che ha un forte desiderio di rivalsa e di dimostrare alla città, impegno e dedizione», l’aveva presentata il sindaco Di Pangrazio al momento di assegnarle le deleghe a Viabilità, Trasporti, Arredo urbano, Protezione civile, Rapporti con Enti pubblici, Fiere e pubbliche affissioni. «C’è bisogno di spirito di collaborazione, umiltà, unione, forza ed incisività amministrative senza protagonismi», si era presentata la Stati.

Il tempo di cambiare il piano traffico in via Roma, con il ripristino del doppio senso di circolazione, e l’amministrazione Di Pangrazio registra l’ennesima uscita di scena. La Stati va ad aggiungersi al lungo elenco di scontenti, ex alleati o ex assessori che hanno sbattuto la porta in modo più o meno forte, da Lorenzo De Cesare a Gabriele De Angelis, passando per Roberto Guanciale o Gino Di Cicco.

Daniela Stati, figlia d’arte in politica ed ex assessore regionale alla Protezione civile, non si vede da giorni nelle stanze del municipio. Segnale di un dissapore che cova sotto alla cenere. «Per vivere devo lavorare», riprende la Stati, attualmente direttrice amministrativa della clinica Ini di Canistro, «e da settimane chiedo di non convocare le giunte alle 15. Non mi hanno mai ascoltato, un fatto gravissimo, ed ecco spiegate le mie assenze in giunta. Evidentemente la mia partecipazione non era necessaria. Me ne farò una ragione. Come loro devono farsi una ragione quando, seduta a un tavolino del bar Samurai, sono circondata da ammiratori politici. Loro, invece, sono sempre gli stessi».

Chiaro il riferimento al sindaco Gianni Di Pangrazio e al suo staff.

Altrettanto chiaro il messaggio in vista delle Comunali della prossima primavera. Con l’addio della Stati alla giunta la battaglia politica – che si preannuncia particolarmente aspra – può avere inizio.

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