La storia del Torrione svelata in un libro

2 Aprile 2023

Un simbolo del quartiere. Il volume raccoglie i contributi scientifici dell’intervento di riqualificazione

L’AQUILA. Diventato nei secoli simbolo di un intero quartiere, il Torrione continua a porre interrogativi e a destare dubbi sulla sua origine. Un “enigma” in parte risolto nel volume “Il Torrione, storie piani e progetti di una infrastruttura idraulica e di un quartiere a L’Aquila” a cura di Fabio Andreassi, presentato nell’auditorium della Fondazione Carispaq. I lavori sono stati coordinati da Fabrizio Marinelli, presidente dell’assemblea dei soci della Fondazione, alla presenza di Adolfo Cicchetti, past president Ance, Cinzia Barbara Bellone, dell’Università Guglielmo Marconi, e Fabio Naselli, Università Epoka di Tirana. Il volume, in maniera articolata e con un approccio multidisciplinare, raccoglie i contributi scientifici redatti in occasione dell’intervento di riqualificazione dell’antico manufatto idraulico inserito nell’acquedotto medievale, interamente finanziato e realizzato dalla Fondazione Carispaq in collaborazione con l’Ance L’Aquila che ha sostenuto la progettazione e la direzione lavori. La ricerca guarda alla storia dell’Aquila in maniera complessa e si presenta come modello in grado di favorire e avviare ulteriori approfondimenti multidisciplinari sulle altre zone della città ponendosi come iniziatrice di una nuova stagione di studi. Il volume, che si apre con la prefazione di Cinzia Barbara Bellone, contiene i contributi di Fabio Andreassi, David Iagnemma e Fabrizio Politi, Mario Centofanti, Maurizio Leopardi, Fabio Redi, Maurizio Pasqua, Fabio Lorenzetti, Raimondo Quaresima, Umberto Dante. L’intervento di recupero del manufatto, unico reperto archeologico situato nel suo tessuto urbano, finanziato dalla Fondazione Carispaq per 183.000 euro, si è concluso già da diversi mesi e ha previsto, oltre al restauro dei danni provocati dal sisma, anche interventi di riqualificazione dell’area circostante. È stato completato dall’Università, inoltre, uno scavo archeologico come indagine diagnostica preliminare al restauro per dare certezze sulla natura del Torrione: per anni, infatti ci si è chiesto se all’interno della torre fosse nascosto un mausoleo di epoca romana. Ipotesi smentita dalle indagini. La costruzione del Torrione è invece legata all’acquedotto la cui realizzazione fu promossa nel 1308. Da fonti ottocentesche si evince che le piramidi dovevano essere due, una piccola e l’altra grande (il Torrione, appunto), e avevano la funzione di sfiatatoi per l’aria. (m.c.)