La storia dell’ospedale in un volume

Giovedì all’Emiciclo la presentazione dell’opera dell’anatomopatologo Ventura
L’AQUILA. Sarà presentato giovedì 21 ottobre alle 17,30, nella sala ipogea di Palazzo dell’Emiciclo, il volume “L’ospedale San Salvatore dell’Aquila, 40 anni di storia” a cura del dottor Terenzio Ventura.
ACCADEMIA MEDICA
L’iniziativa è a cura dell’Accademia medica. Dopo il saluto delle autorità interverranno l’autore Terenzio Ventura, il dottor Ettore Martini, presidente dell’Accademia e lo storico e giornalista Walter Capezzali. Il progetto editoriale è sostenuto oltre che dall’Accademia Medica anche dalla Fondazione Carispaq. Il professor Franco Marinangeli, segretario dell’Accademia Medica, sottolinea: «Abbiamo ritenuto il libro un progetto valido e abbiamo deciso di sostenere il progetto con la partecipazione della Fondazione Carispaq. Il volume curato dal dottor Ventura è molto importante perché tratta dell’attività dell’ospedale dagli anni Sessanta del secolo scorso al 2000. Tante le autorevoli testimonianze di chi nell’ospedale dell’Aquila ha fatto la storia».
l’autore
«Sono un anatomopatologo nato nel lontano 1938 in un paese della provincia dell’Aquila, che ha compiuto gli studi all’Università degli studi di Roma, si è laureato in Medicina e Chirurgia nel marzo 1963», scrive nella prefazione l’autore, Terenzio Ventura. «Nel maggio 1965 ho cominciato a lavorare nel servizio di anatomia patologica e laboratorio analisi dell’ospedale San Salvatore. Negli anni Sessanta del secolo scorso l’ospedale, in viale Nizza, contava pochi reparti di degenza, molti ricoverati e disponeva di Primari all’altezza del loro compito, stimati e dotati di un grosso corredo di umanità. Non è stato difficile per me inserirmi in questo contesto e rimanervi, grazie a Dio, in servizio per un quarantennio, affiancato da medici, paramedici e ausiliari. Per la stima e per la riconoscenza verso tutti i medici che mi accolsero benevolmente, ho maturato l’idea di ripercorrere la storia dell’ospedale attraverso la testimonianza scritta di dipendenti ospedalieri e di personale sanitario e parasanitario. Ognuno ha illustrato l’attività svolta e l’evoluzione nel tempo della struttura con riferimenti anche all’interazione con il territorio. A ognuno ho raccomandato di scrivere un racconto non rivolto solo agli addetti ai lavori, ma a chiunque fosse interessato a conoscere un profilo del nostro ospedale che nel quarantennio in questione ha subìto una notevole e complessa crescita in termini di reparti di degenza e di servizi diretti da professionisti di altissimo livello. A seguito del terremoto del 2009, gran parte degli archivi non sono consultabili in quanto provvisoriamente (speriamo ancora per poco) sistemati in locali dove è pericoloso accedere. Pertanto gran parte delle date e delle notizie riportate si basano sulla memoria di chi ha contribuito alla scrittura dei vari capitoli. Per questo non è stato ancora possibile ricomporre un organigramma relativo alle persone che hanno operato negli uffici amministrativi, nella direzione sanitaria e nella direzione generale».
ARCHIVIO DA RECUPERARE
L’Accademia ha tra i suoi progetti proprio il lavoro di recupero dell’Archivio dell’ospedale. «Un’attività», ha detto Marinangeli, «che si sposa con l’idea di una biblioteca medica che sorgerà nella sede dell’Accademia Medica della provincia dell’Aquila negli spazi concessi dal Comune alla De Amicis, a fianco alla basilica di San Bernardino, una volta finiti i lavori di ristrutturazione».(g.p.)

