La storia: uccisa per il ciuffo fuori dal velo
L’AQUILA. La 22enne Masha Amini è morta in un ospedale di Teheran il 16 settembre scorso per un’emorragia cerebrale. Di origini curde, la giovane era stata fermata dalla polizia religiosa tre giorni...
L’AQUILA. La 22enne Masha Amini è morta in un ospedale di Teheran il 16 settembre scorso per un’emorragia cerebrale. Di origini curde, la giovane era stata fermata dalla polizia religiosa tre giorni prima nella capitale dell’Iran, dove era in visita alla famiglia. L’arresto era motivato dal fatto che non indossava correttamente l’hijab, il velo islamico che tiene raccolti e fermi i capelli, in quanto le fuoriusciva una ciocca. L’uso corretto dell’hijab nella Repubblica islamica dell’Iran è infatti obbligatorio per le donne dai 9 anni in su fin dai primi anni ’80. Sul corpo della ragazza, dopo la morte, sono state riscontrate ferite riconducibili a un pestaggio, confermato anche da testimoni. L’uccisione di Masha Amini ha ridato immediatamente vigore, in tutto il Paese, ai movimenti di protesta contro il regime degli ayatollah instaurato nel 1979, mentre il taglio di un ciuffo di capelli è diventato un gesto di solidarietà diffuso in tutto il mondo. (a.r.)

