La sua casa devastata dai ladri, tabaccaio muore per lo choc: caccia ai 4 banditi arrivati da Roma

La tragedia di Avezzano. Comunità addolorata per la morte del 62enne Tonino Libertini. I malviventi si sono mossi con un’auto a noleggio
AVEZZANO. Il cuore non ha retto. La casa devastata, l’intimità violata e il suo mondo invaso con la forza. Si è accasciato e ha chiuso gli occhi davanti allo sguardo terrorizzato della moglie e dei poliziotti sopraggiunti dopo la chiamata al 112. Oltre mezz’ora di manovre per rianimare i battiti. Le scariche del defibrillatore. Nulla è bastato. E allora si è consumata la tragedia. Antonio Libertini, 62 anni, tabaccaio di professione, è morto intorno alle 21.30, dopo aver scoperto il furto subìto nel suo appartamento di via Napoli, ad Avezzano. In questo spaccato alle porte della città, il raid dei ladri si è trasformato in un dramma umano. Ed è destinato a divenire il simbolo dell’esasperazione rispetto a una forma di criminalità che, con insistenza, invade le mura domestiche. E l’anima. Ad Avezzano e in altri angoli d’Abruzzo.
L’ACCADUTO
Le ultime ore le ha trascorse con i due figli, Simone e Davide. Tonino il tabaccaio – così era conosciuto – assieme alla moglie Luciana, aveva raggiunto L’Aquila per passare qualche ora in compagnia dei suoi ragazzi, entrambi studenti universitari. Poco dopo l’ora di cena la coppia è rientrata ad Avezzano, nell’abitazione di famiglia, lungo via Napoli, al piano superiore della storica tabaccheria. Attività avviata dalla madre, che Tonino ha ereditato e portato avanti per tutta la vita. Con sacrificio, come fanno i papà. Non appena rincasati, la scoperta del raid. Cancello d’ingresso spalancato e portone forzato. Una volta all’interno, il caos. Gli arredi danneggiati, i cassetti divelti, gli abiti sparpagliati ovunque. Immediata la chiamata al numero unico per le emergenze. In una manciata di minuti sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia cittadino. Una prima ricognizione nei vari ambienti casalinghi. Poi si è fatto buio. Antonio Libertini ha stretto i pugni al petto e si è lasciato andare. I poliziotti hanno mantenuto salda la lucidità e avviato la manovra di rianimazione. Subito la richiesta d’aiuto ai soccorsi e di un defibrillatore. Una pattuglia dei carabinieri è sopraggiunta col dispositivo salvavita. Gli agenti hanno tentato di tutto. E per due volte il cuore è ripartito. Non appena arrivati i sanitari, l’uomo è stato caricato in ambulanza per la corsa verso l’ospedale. Ma all’arrivo in pronto soccorso non c’era più nulla da fare.
LE INDAGINI
La Procura ha aperto un fascicolo. Si procede contro ignoti, per furto. Secondo le dinamiche al vaglio degli inquirenti, la legge non prevede altre fattispecie di reato. Sono stati già estrapolati i filmati delle telecamere presenti sulla facciata della tabaccheria e sul fianco destro dell’edificio, lungo il corridoio che dal cancello porta al portone di casa. Dalle immagini è stato possibile ricostruire l’intera sequenza dell’effrazione, avvenuta attorno alle 13.11 del 2 giugno. Prima un uomo si è avvicinato alla saracinesca della tabaccheria fingendo di voler acquistare le sigarette. Maglia bianca, jeans, scarpe da tennis, cappellino con visiera e volto coperto da una mascherina. Ha fatto una breve telefonata, poi è scomparso dall’inquadratura ed è sopraggiunta un’auto bianca. Si è fermata davanti al cancello e, uno alla volta, sono scesi quattro uomini incappucciati, con guanti scuri per non lasciare tracce. Uno di loro aveva una grossa spranga di ferro, l’ha estratta non appena uscito dall’abitacolo e ha forzato la serratura della recinzione. Una volta aperto il varco, gli altri tre lo hanno seguito.
PRIMI SOSPETTI
La banda ha portato via una cassetta di sicurezza. Sotto choc, la moglie della vittima non è riuscita a chiarire nel dettaglio il contenuto. Ma ci sarebbero diversi preziosi e beni di famiglia. Grazie alla tecnologia, gli inquirenti sarebbero già risaliti alla targa. Potrebbe trattarsi di un veicolo preso a noleggio. Pratica abusata, ormai all’ordine del giorno nei casi di furto o per lo spaccio di droga. La banda potrebbe essere la stessa che da giorni semina il panico in via XX Settembre e nel quartiere residenziale di Scalzagallo. Presumibilmente arrivata da Roma. Ma è solo una pista. Solo pochi giorni fa, la cronaca cittadina ha restituito un episodio violento. Un malvivente, dopo aver rubato una scorta di collari antiparassitari per cani dalla parafarmacia in via Roma, FarmaMia, si è dato alla fuga. È stato inseguito dalla titolare, incinta di 9 mesi. La donna ha cercato di fermarlo, lui l’ha prima allontanata e poi trascinata con l’auto. Fortunatamente, nonostante l’enorme spavento, sia lei che il bambino non hanno subìto conseguenze gravi. L’ultimo episodio “folle” risale solo a due notti fa, quando un marocchino alla guida di una Citroen ha evaso l’alt dei carabinieri e si è dato alla fuga spericolata tra le strade della città. Solo dopo diversi minuti è stato fermato e rinchiuso in carcere. Positivo a droga e alcol, nelle tasche aveva un pugnale da 20 centimetri. Segnali di un allarme sicurezza che spaventa la cittadinanza.
CHI ERA LA VITTIMA
Tabaccaio e tuttofare, Libertini si arrangiava a fare tutto. Aveva mille risorse. Ma la sua grande passione era la famiglia. La moglie e i figli, per i quali amava cucinare. E ancora i fratelli: Alessandro, Tiziana e Lina. E poi i suoi clienti. Gli amici del quartiere. Increduli per quanto accaduto.

