«La superstrada va messa in sicurezza»

Da Capistrello a Sora, i sindaci invocano interventi di Anas e Regione: «Ridurre la velocità e più manutenzione»
CAPISTRELLO. Una via maledetta, con pochi controlli e troppi morti. La superstrada del Liri, che collega il Lazio con l’Abruzzo, viene definita così dai sindaci del territorio che ogni giorno sono costretti a fare i conti con un’infrastruttura malandata e insicura. Sulla Statale 690, infatti, ogni giorno transitano circa 14mila mezzi, tra camion e auto, una ogni sei secondi. «Esprimiamo innanzitutto il nostro cordoglio per la scomparsa di una giovane vita», ha sottolineato il sindaco di Sora, Roberto De Donatis, «una ragazza che mi descrivono solare, piena di vita e di interessi. Purtroppo dobbiamo commentare sempre le tragedie che avvengono dove c’è carenza di manutenzione e protezione. Al di là di alcuni svincoli pessimi, è una strada che non è stata pensata rispettando i criteri di sicurezza e crea problemi anche ai territori che attraversa a causa di alcuni giunti inadeguati. Serve un restyling complessivo, ci sono troppi viadotti a rischio collasso e come amministratori siamo molto preoccupati. Speriamo di poter convocare quanto prima un tavolo interregionale con l’Anas e gli altri Comuni coinvolti».
La messa in sicurezza della Statale 690 doveva essere inserita nel Masterplan, ma poi il progetto non è passato.
«Stiamo lavorando per riaprire il secondo svincolo di Capistrello», ha commentato il primo cittadino Francesco Ciciotti, «e ho più volte dialogato con l’Anas circa la situazione critica riscontrata sulla strada. Andrebbe fatto quanto prima un ammodernamento perché è chiaro che è un’infrastruttura non più confacente agli usi e alle esigenze della popolazione».
Il problema maggiore riscontrato è quello della velocità. Lo sa bene il sindaco di Civita d’Antino, Sara Cicchinelli, che nel tratto di sua competenza ha fatto installare un autovelox spesso al centro di polemiche.
«Ci accusano di avere l’autovelox per fare cassa», ha evidenziato la Cicchinelli, «ma in realtà noi vogliamo sensibilizzare gli automobilisti. Abbiamo chiesto di aumentare i controlli della polizia, visto che i carabinieri non ce la fanno, ma nessuno si è mai visto. Quando ci dicono che ci sono pochi morti rispondo che anche un morto per noi è troppo. Per questo abbiamo chiesto l’autovelox fisso, su tutto il tratto, perché così si potrebbe arginare il problema. Ma nessuno ci ascolta».
Non solo velocità. Molti disservizi riguardano l’assenza o la carenza di illuminazione sotto alle gallerie, l’asfalto dissestato e la manutenzione inadeguata.
«La pericolosità della superstrada è nota da tempo», ha dichiarato Sandro De Filippis, sindaco di Civitella Roveto, «ci siamo sentiti con gli altri sindaci della zona e credo che presto ci organizzeremo per andare insieme a bussare alla porta dell’Anas e chiedere azioni concrete per mettere in sicurezza la Statale. Pensare a un raddoppio è utopico, magari si potrebbe optare per interventi tesi a migliorare l’illuminazione e per installare delle barriere per ridurre la velocità».
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