La tensostruttura non apre: ancora attese in ambulanza

Il sindaco Di Pangrazio: «È arrivato il freddo e la situazione resta fuori controllo» E per l’ospedale da campo militare (35 posti) si aspetta la risposta dalla Regione
AVEZZANO. Slitta l’attesa attivazione della tensostruttura nel piazzale dell’ospedale di Avezzano, dove continuano i disagi e le attese in ambulanza prima di poter accedere al pronto soccorso. L’entrata in attività della postazione mobile esterna, con 16 posti letto, resta ancora in lista d’attesa, smentendo di fatto, le previsioni della Regione e della Asl per un’operazione, che secondo il presidente Marco Marsilio, andava realizzata a tamburo battente. La scaletta declinata dal consigliere regionale e sindaco di Ovindoli, Simone Angelosante, alla vigilia dell’avvio dei lavori (il 9 novembre), parlava invece di «7 o 10 giorni al massimo». Il tempo, però, è scaduto, mentre la tensostruttura con 16 posti letto (divisi da pannelli), con le docce e i bagni, anche per i diversamente abili, manca ancora di qualche pezzo prima di accogliere i primi pazienti. Resta naturalmente da capire se nella tensostruttura all’esterno dell’ospedale – una volta attivata – vi saranno appoggiate temporaneamente le persone in arrivo con le ambulanze oppure i pazienti ricoverati all’Obi (osservazione breve intensiva) o alla zona grigia del primo piano. Il tutto, naturalmente, quando la postazione mobile, dove ieri mattina ha effettuato un nuovo sopralluogo, l’assessore all’Emergenza sanitaria, Maria Teresa Colizza, sarà funzionale. Il sindaco Gianni Di Pangrazio chiede di far presto.
«L’emergenza e il freddo dell’inverno ormai arrivato», afferma, «imponevano un’azione più dinamica per allestire la tensostruttura. Purtroppo, però, come per le assunzioni annunciate dal manager della Asl, Roberto Testa, in occasione dell’annuncio della postazione mobile del presidente Marsilio, qui si continua a navigare a vista, mentre la situazione resta fuori controllo. Naturalmente la tensostruttura non rappresenta che un’aspirina per curare i mali della Marsica riguardo all’emergenza Covid: l’ospedale di Avezzano va messo in sicurezza e liberato dai pazienti Covid».
Per il sindaco, quindi, non basta la tensostruttura per dare la svolta.
Insiste Di Pangrazio: «Il presidente Marsilio dia un segnale ai sindaci». I primi cittadini, infatti, hanno sollecitato un commissariamento soft del manager, da realizzare attraverso un «affiancamento con un professionista dedicato al territorio fino a termine dell’emergenza, in attesa delle valutazioni sul commissariamento», mentre per rendere free Covid l’ospedale di Avezzano, hanno chiesto l’ospedale da campo militare. La richiesta, dopo la nota del capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, è ora al vaglio della Regione. «L’andamento della curva epidemica e l’insufficiente dotazione di posti letto ordinari, intensivi e subintensivi, per pazienti con infezione da Covid 19, nonché la difficoltà a reperire il personale», recita la nota inviata a Mauro Casinghini (direttore dell’Agenzia regionale di protezione civile) e Silvio Liberatore (coordinatore), «ha creato una condizione di insostenibile criticità all’ospedale di Avezzano. I pazienti sostano a lungo, anche giorni, al pronto soccorso in attesa di un posto letto, mentre l’osservazione breve intensiva è diventata una specie di reparto Covid d’emergenza dove si ravvisano notevoli problemi nell’individuare spazi e percorsi sicuri per il contenimento della diffusione del virus, tant’è vero che sono numerosi gli operatori sanitari risultati positivi al Cov-Sars2. Al fine di fronteggiare la grave emergenza ritengo indispensabile ubicare in prossimità del Santi Filippo e Nicola una struttura da campo dotata di 30 posti letto Covid ordinari e 5 posti subintensivi con personale militare». (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

