La terra torna a tremare Allarme nell’Aquilano

La scossa di magnitudo 3.4 avvertita nei comuni dell’Alta Valle dell’Aterno Il piano di evacuazione è scattato solo in una scuola elementare di Pizzoli
CAPITIGNANO. Un boato, e la terra che trema. Ritorna la paura per una scossa di terremoto di magnitudo 3,4 registrata ieri mattina alle 11 e 37 in una zona tra Barete e Capitignano, a circa 18 chilometri di distanza a ovest del capoluogo e a metà strada tra Pizzoli, Montereale e Campotosto. La scossa è stata nettamente avvertita dalla popolazione non solo a Capitignano (3km dall’epicentro) e Barete, ma anche a Montereale, Pizzoli, Campotosto e Cagnano Amiterno. Gli effetti della scossa si sono fatti sentire fino alla zona ovest del Comune dell’Aquila ma anche a Montorio nel Teramano. Lì un certo allarme c’è stato visto che hanno tremato le vetrine di bar e negozi mentre i lampadari di molte abitazioni hanno oscillato. Le scosse, comunque, non sono state avvertite nella città di Teramo.
Il sistema di rilevamento dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, esaminando i dati rilevati anche dalle stazioni di Fagnano e Cerreto in provincia di Roma, ha stimato che l’evento è avvenuto a una profondità di circa 15 chilometri. Non si registrano danni, anche perché il terremoto di ieri ha liberato una energia che era comunque circa 30mila volte inferiore rispetto a quella emessa dalla triste scossa del 6 aprile 2009. All’Aquila, infatti, in pochi si sono accorti della scossa, anche perché il movimento tellurico è avvenuto quasi a mezzogiorno, mentre quasi tutta la popolazione era in piena attività. Nessun problema si è registrato, infatti, nelle scuole del capoluogo. In nessun istituto risulta essere scattato il piano di evacuazione previsto in questi casi. Unica scuola in cui questo piano è scattato è stata la scuola elementare e media di Pizzoli, a meno di sette chilometri di distanza dall’epicentro. Anche qui, però, non tutti si erano accorti della scossa, essendo i ragazzi impegnati nelle normali attività didattiche. All’allarme, dato con il suono del campanello, in molti hanno infatti pensato a una normale esercitazione. I ragazzi sono dapprima andati sotto i banchi, così come previsto dal protocollo, e poi sono usciti ordinatamente all’aperto dove sono rimasti per poco più di un’ora. Intorno alle 13 le classi sono rientrate a scuola per terminare le normali attività didattiche. Sui social network in molti hanno dichiarato di aver sentito la scossa. A ogni nuova scossa, la paura torna a serpeggiare in città tra la popolazione che non ha ancora assorbito il ricordo del dramma di quasi sette anni fa. In questo periodo, tra l’altro, gli aquilani seguono con interesse lo sciame sismico che sta interessando da qualche tempo anche altre regioni.
Ieri, dopo la scossa, sono state fatte alcune telefonate ai vigili del fuoco di persone, per la verità, più incuriosite che allarmate.
Raniero Pizzi
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