La Torre di Santo Stefano dal crollo alla rinascita

9 Ottobre 2021

L’imponente struttura, ricostruita pietra su pietra, torna a dominare la vallata 

SANTO STEFANO DI SESSANIO. Nell’aprile del 2009 sindaco di Santo Stefano di Sessanio era Elisabetta Leone. Quando la luce del giorno illuminò l’antica Torre i suoi occhi videro solo macerie e distruzione. Pianse. Per gli Stefanari (così si chiamano i cittadini di Santo Stefano di Sessanio) la torre era come una figlia. Per fortuna le cose materiali si possono ricostruire e ieri mattina Elisabetta Leone, nel corso della cerimonia che ha preceduto l’inaugurazione del monumento tornato ora all’antico splendore, si è commossa di nuovo per una “resurrezione” che, se pur dopo più di 12 anni, ha ridato a Santo Stefano e a tutta l’antica Baronia di Carapelle un simbolo dal forte impatto visivo nel quale si “legge” una storia secolare. E se è vero, da un lato, che con i simboli “non si mangia”, dall’altro la rinascita della Torre restituisce un elemento che ricompatta la comunità, ne consolida e valorizza l’identità e le dà quella forza che fa guardare al futuro prossimo con un maggiore ottimismo. Tutta la prima parte della cerimonia, che si è svolta dentro una tensostruttura mentre fuori diluviava, è stata all’insegna della memoria e della rinascita. Ed è accaduta una cosa non comune in politica dove “narciso” spesso regna sovrano.
IL RICORDO
Il giovane sindaco di Santo Stefano di Sessanio, Fabio Santavicca, ha chiamato sul palco prima l’ex sindaco Elisabetta Leone che, come gli altri suoi colleghi, oltre 12 anni fa si trovò ad affrontare un’emergenza inattesa e per la quale, come ha ricordato poco dopo pure il primo cittadino di Pizzoli Giovannino Anastasio – oggi anche coordinatore dei sindaci dei Comuni “minori” – nessuno era veramente preparato, e poi Sara, la figlia di Antonio D’Aloisio, il sindaco di Santo Stefano che ha fortemente voluto che la Torre venisse restaurata. D’Aloisio, all’inizio di marzo del 2013, mentre era di ritorno da una riunione operativa sulla ricostruzione che si era svolta a Castel del Monte ebbe un malore che gli fu fatale. «Se è vero», ha detto la figlia trattenendo la commozione, «che chi ci lascia è in un’altra dimensione mi piace pensare che anche papà adesso sta festeggiando questo momento». Santavicca ha citato pure gli altri sindaci che lo hanno preceduto, sottolineando che quello che è avvenuto è stato possibile grazie alla continuità amministrativa e all’amore e alla passione per il borgo (tra i “Più belli d’Italia”) di tutti quelli che nel tempo hanno avuto ruoli di responsabilità.
IL SIMBOLO
Giovanni Legnini – commissario straordinario di governo per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 2016 e del 2017 – ha ricordato che le prime notizie diffuse dalle agenzie di stampa all’alba del 6 aprile parlavano del crollo della Casa dello studente e del palazzo del governo all’Aquila e della Torre medicea di Santo Stefano di Sessanio. Sin da subito la Torre è diventata simbolo della catastrofe e oggi, ha sottolineato Legnini, «diventa segno di memoria e rinascita».
IL RETROSCENA
Svelato anche un piccolo retroscena. Il dirigente dell’Ufficio speciale di Fossa Raffaello Fico, riferendosi ai “troppi” anni che sono passati dalla concessione del contributo alla fine dei lavori, ha detto che la prima idea progettuale prevedeva di rifare la Torre in cemento armato. Poi, grazie al buonsenso e al coinvolgimento degli amministratori locali e degli Stefanari, si è optato per una ricostruzione “filologica” come ha sottolineato il progettista e direttore dei lavori Bruno Gori. In pratica sono state recuperate e catalogate tutte le pietre. È stato fatto uno scavo intorno alla Torre grazie al quale è emerso un colore “corallino”. Gori, servendosi di diapositive, ha raccontato i passaggi che hanno visto impegnati a lungo operai specializzati, i quali sono stati ringraziati per «la passione e l’attenzione» che hanno messo nel riposizionare pietra su pietra.
L’INAUGURAZIONE
Alla fine della prima parte della mattinata, e anche grazie a un momento di breve tregua della pioggia, tutti si sono spostati nel centro storico di Santo Stefano di Sessanio per l’inaugurazione vera e propria avvenuta intorno alle 12,30. All’interno (dove durante la Seconda Guerra mondiale era stata localizzata persino una postazione antiaerea), c’è una solida scala con più di 80 gradini che consente di arrivare alla sommità e godere di un paesaggio straordinario. Fico ha anche lanciato l’idea di illuminare tutte le torri e i castelli della zona. Un’idea suggestiva e dal sicuro fascino.
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