La tregua è già finita: scambio di veleni fra Di Masci e Casini

9 Giugno 2016

Il professore: «No a politici improvvisati, si riparte da 0-0» La replica: «Delegittima gli avversari, noi avanti 10-0»

È durata solo poche ore la tregua tra Annamaria Casini e Bruno Di Masci, i due candidati che si sfideranno al ballottaggio del 19 giugno che decreterà il sindaco di Sulmona. Smaltite le inevitabili ripercussioni provocate dall’esito del primo turno, vinto nettamente dalla Casini, i due sono tornati a “dirsele di santa ragione”, nel pieno rispetto del clima di scontro che ha caratterizzato l’intera campagna elettorale. «Salviamo la città da improvvisati amministratori e dall’inesperienza amministrativa che finirebbero solo per aggravarne la condizione già abbastanza preoccupante», ha tenuto a rimarcare il professore, ribadendo che il 19 giugno si gioca una nuova partita che inizia dallo 0-0 e che è convinto di vincere. «I problemi che abbiamo davanti e che i cittadini vivono ogni giorno sulla propria pelle possono essere affrontati e risolti soltanto da un sindaco e da un’amministrazione comunale capaci e concreti che garantiranno stabilità ed efficienza. Su questo chiederemo ai cittadini un voto responsabile. Siamo noi l’unica garanzia della governabilità piena ed effettiva, senza proclami sterili nè parole vuote, al servizio di tutti i cittadini, con onestà e con grande determinazione, per restituire Sulmona e i sulmonesi a un futuro normale».

Pronta la risposta della Casini, la quale così come ha fatto per l’intera campagna elettorale, affida la replica agli esponenti delle sei liste che la appoggiano nella conquista di Palazzo San Francesco. «Altro che 0-0, o nuova partita», affermano da “Noi per Sulmona”, «il turno di ballottaggio è il secondo tempo di un incontro il cui risultato della prima parte è stato di 10-0 a favore di Annamaria Casini e della sua coalizione. La città con il voto ha dato un segnale chiaro, quello del rinnovamento, scegliendo candidati consiglieri giovani e un candidato sindaco donna pronto per far vivere alla città una nuova stagione fatta di progettualità, di stabilità, di coraggio nelle scelte, lontana da quella politica che appartiene al passato, quella di cui oggi tutti vogliono liberarsi». Secondo “Noi per Sulmona”, Bruno Di Masci «perde il pelo ma non il vizio, attaccando e delegittimando gli avversari, scambiando il giovane e il nuovo per inesperienza. Riteniamo necessario superare la frammentazione politica che ha caratterizzato la città negli ultimi decenni ed è su questa considerazione che si basa il progetto della coalizione. Ribadiamo la convinzione che non basta un uomo solo al comando per amministrare e guidare la città, ma sono necessari gioco di squadra, sinergia e collaborazione. Stiamo proseguendo la campagna elettorale incontrando la gente, ascoltando le problematiche e i suggerimenti che arrivano dai cittadini, con la convinzione che sia più importante occuparsi dei contenuti che degli attacchi agli avversari».

Intanto, nella sede del comitato di viale Mazzini, i dimasciani studiano le necessarie strategie per colmare il gap di voti che li separa dalla Casini. E non si escludono accordi con Forza Italia.

Claudio Lattanzio

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