La vittima ha lasciato 10 telefoni in un sacco

Delitto di Barisciano. Tra il materiale sequestrato spuntano i cellulari che svelano la rete di rapporti
L’AQUILA. Ci sono anche dieci telefonini cellulari, lasciati in un sacco, che possono aiutare a ricostruire la fittissima rete di rapporti tra Paolo D’Amico – operaio di 55 anni dell’Aquilana società multiservizi ucciso nella sua abitazione di campagna di Barisciano un anno e tre mesi fa – e i suoi tanti conoscenti.
«Conosceva molte persone», sostengono gli investigatori, «ma aveva pochi amici». Nell’indagine che ha portato, martedì scorso, all’arresto di Gianmarco Paolucci, 25enne macellaio incensurato, rinchiuso nel carcere di Frosinone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Guendalina Buccella, spuntano, tra il materiale sequestrato, anche le memorie dei telefoni in uso alla vittima. Quello dei telefoni, del resto, è uno degli aspetti che più di altri entrano nella complessa indagine.
Sul telefonino dell’arrestato, dopodomani, avverrà un accertamento tecnico non ripetibile – alla presenza della difesa – allo scopo di esaminarne il contenuto. Ed è probabile che anche all’interno degli svariati telefonini in uso alla vittima ci sia materiale utile per contribuire a delineare il quadro della situazione, anche in relazione a eventuali ulteriori coinvolgimenti.
Il materiale contenuto nel fascicolo d’indagine è molto copioso e consta anche di una decina di video che ripercorrono le tappe della vicenda fin dal primissimo arrivo nel luogo del delitto da parte dei carabinieri di Barisciano. Dopo il no del gip all’attenuazione della misura cautelare, la difesa dell’unico indagato sta valutando se impugnare l’ordinanza davanti al tribunale del Riesame.(cr.aq)
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