La zona pedonale divide Esperimento di un mese

25 Agosto 2019

Casini: «Ho ricevuto tanti incoraggiamenti da cittadini e attività produttive» C’è chi lamenta pochi parcheggi. E alcuni puntano il dito sulle bici pericolose

SULMONA. È partita tra molti consensi e qualche perplessità la sperimentazione dell’isola pedonale che vede un tratto di corso Ovidio interdetto alle auto dal venerdì fino al lunedì. La maggior parte dei cittadini è d’accordo sulla chiusura alle auto del cuore della città. Anche se sono tante ancora le cose da sistemare per evitare disagi e situazioni di pericolo. Carenza di parcheggi, periodo scelto per la sperimentazione, le biciclette che possono circolare liberamente e gli orari per il carico e scarico per le merci sono le principali criticità fatte rilevare dai sulmonesi nel primo giorno di isola pedonale. Ma il sindaco Annamaria Casini è decisa ad andare fino in fondo. «Ho ricevuto l’incoraggiamento di molti cittadini e attività produttive», afferma la Casini, «con cui intendo avviare sin da settembre un dialogo, coinvolgendo le associazioni di categoria e del centro, i commercianti e i residenti al fine di iniziare un percorso che assecondi le esigenze di tutti e che da una sperimentazione passi ad una organizzazione del traffico più stabile e rispondente alle esigenze di vivibilità e residenzialità».
Ma cosa ne pensano i cittadini? «Al di là dei luoghi comuni, bisogna tener presente un dato inconfutabile e testato già in altre città italiane: nei centri storici l’isola pedonale ha portato solo ed esclusivamente vantaggi», sottolinea il giornalista Ennio Bellucci, «bisogna solo superare la pigrizia iniziale, perché noi siamo abituati a parcheggiare davanti al negozio dove siamo diretti. Invece bisogna deambulare. Si ha più tempo per riflettere, per pensare e per vedere. Il centro storico di Sulmona è uno dei più belli d’Abruzzo e va valorizzato anche attraverso queste iniziative».
«Sono sicuramente favorevole a chiudere il centro storico», afferma Francesca Cercone, di Bugnara, «ma bisogna agevolare la possibilità di poter parcheggiare a ridosso del cuore della città. Soprattutto per chi viene da fuori Sulmona. E poi dico che soprattutto nel periodo di sperimentazione la polizia locale deve essere più tollerante. Capisco che il Comune di Sulmona ha bisogno di soldi, ma non è una cosa piacevole trovare sistematicamente la multa sul cruscotto dell’auto proprio perché non si riesce a trovare un parcheggio».
Favorevole alla sperimentazione si dice Margherita Ruscitti: «Ma andava fatta in un altro periodo dell’anno. I sulmonesi sono abituati ad andare sempre con l’auto, quindi ho i miei dubbi su un centro storico completamente chiuso, almeno in questo momento».
«L’isola pedonale come è stata strutturata in questo momento non mi vede d’accordo», spiega il titolare del Bar Roma, Gianluca Casanova, «la chiusura del centro storico va pensata e condivisa con chi ci abita e ci lavora. Va bene l’esperimento, ma andava fatto in un periodo di maggiore affluenza turistica e quando ci sono manifestazioni come la Giostra cavalleresca o Muntagninjazz». E poi il problema delle biciclette «che sono più pericolose e insidiose per via del fatto che possono procedere anche in senso vietato», rileva Rossella Tirimacco, «le biciclette sono il vero pericolo in un’area pedonale e vanno presi adeguati provvedimenti».
Sulla stessa linea Giovanni Davini: «Non so perché c’è il senso unico e le biciclette possono andare anche contromano. È un pericolo costante tanto che spesso si registrano incidenti».
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