Lacrime e canzoni per Emilio

12 Ottobre 2014

Luco dei Marsi, il commosso addio degli amici del 22enne morto in un incidente stradale

LUCO DEI MARSI. «Ti abbiamo lasciato tra i campi che ti hanno rapito il cuore, e poi anche la vita». Vogliono ricordarlo così, «con il sorriso sul volto e l'amore per quello che faceva».

Gli amici di Emilio Bisciardi, il giovane di Luco morto a 22 anni in un incidente avvenuto nel Fucino, durante le esequie hanno voluto salutarlo con una lettera accorata ma piena di coraggio. La chiesa di San Giovanni era stracolma e dentro si faceva fatica a respirare. La piazza era gremita e quando il feretro è uscito, dopo la celebrazione presieduta da don Michele Morgani, una canzone di Minghi ha impietrito la folla che ha ascoltato in silenzio il brano "Decenni". Gli amici, che si sono stretti attorno al padre Sandro alla madre Patrizia e alla sorella Tilde, hanno voluto ricordare che il tempo scorre inesorabilmente e non lascia scampo, ma proprio per questo è bello ripensare ai tempi passati con le persone a cui si tiene, alla propria vita passata. E proprio per questo si può guardare con gioia e con un sorriso ai decenni passati insieme, perché «il tempo li fa belli». I ragazzi non sono riusciti a trattenere le lacrime durante la canzone, mentre mamma Patrizia, stretta al marito, teneva gli occhi sulla bara prima che fosse abbassato lo sportellone del carro funebre. Da ieri mattina, dopo l'incidente di Strada 40, quando la Peugeot 206 di Emilio si è schiantata contro un rimorchio mentre all'alba andava al lavoro, i ragazzi classe 1990, 91 e 92, sono rimasti uniti e insieme hanno deciso di appendere fuori dalla chiesa un cartello con le foto del loro amico, e un passo di “Canzone per un’amica”, celebre brano di Francesco Guccini dedicato a una ragazza morta in un incidente stradale.

«Vogliamo però ricordarti come eri pensare che ancora vivi. Vogliamo pensare che ancora ci ascolti, che come allora sorridi». E sempre uniti hanno accompagnato il feretro fino al cimitero, per salutare ancora una volta il loro amico di mille avventure, ma con la convinzione che il suo ricordo e la sua presenza, non li lascerà mai. Proprio per questo hanno deciso di leggere una poesia di don Henry Scott Holland, “La morte non è niente”: "Io sono sempre io e tu sei sempre tu, quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora, chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare e parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato: non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste e continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme».

Pietro Guida

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