Lacrime e ricordi per l’addio a Stefano

Celebrati in una cattedrale gremita i funerali del 50enne trovato morto in una casa di Teramo
AVEZZANO. C’erano gli amici del bar Conca d’oro, quelli con i quali ha diviso musica e sorrisi, gli altri conosciuti sui banchi di scuola. Una folla attonita e commossa che ieri pomeriggio si è ritrovata nella cattedrale di Avezzano per dare l’ultimo saluto a Stefano Bove, morto per un malore a 50 anni.
I funerali sono stati celebrati da don Claide Berardi. Il parroco, nella sua omelia, ha ricordato la figura di un uomo mai sgarbato, appassionato di musica, molto legato alla sua famiglia. Seduti sul primo banco della chiesa c’erano il padre Benito, per anni apprezzato commerciante della città e per un ventennio presidente della Camera di commercio della provincia dell’Aquila, la madre Pina Di Genova e il fratello Andrea. Una cerimonia sobria, come nello stile di una famiglia che si è ritrovata all’improvviso a piangere la scomparsa di una persona speciale come era Stefano.
Il 50enne viveva da tempo a Teramo, dove aveva trovato lavoro negli uffici dell’Unioncamere, ma appena poteva tornava nella sua Avezzano. Proprio a Teramo si è consumata la tragedia. Non sentendolo da un po’ di tempo e preoccupati dallo strano silenzio, il padre e il fratello hanno raggiunto l’abitazione in via Francesco Paolo Tosti e hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Il corpo senza vita è stato trovato nel corridoio dell’appartamento. A uccidere Stefano Bove è stato un malore che non gli ha dato neanche il tempo di chiedere aiuto.
Bove era un appassionato di musica, blues e rock in particolare. In passato aveva suonato la chitarra, una vera compagna di vita, in alcuni gruppi della Marsica. (r.rs.)
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