Ladri rubano la cassaforte vuota

13 Dicembre 2014

Ennesimo colpo negli uffici della Sodifa. Lo sfogo del titolare Di Fabio: «Città in balìa dei malviventi»

L’AQUILA. Ladri ancora in azione. Dopo il colpo ai danni della profumeria «Limoni» nel centro commerciale L’Aquilone, una banda formata da quattro- cinque ladri è entrata negli uffici della Sodifa, che si trova nel complesso «Panorama shopping». Da lì hanno portato via la cassaforte dove non si trovavano soldi ma solo documenti. I ladri pensavano di rubare gli incassi del distributore di carburante della stessa Sodifa ma sono rimasti beffati. Le indagini dei carabinieri, che hanno in possesso dei filmati, hanno confermato che i ladri sono penetrati da una finestra. I malviventi hanno manomesso l’allarme anche se un segnale era comunque giunto al titolare dell’azienda che, però, non sembrava preludere al furto che poi è stato da lui scoperto ieri mattina quando è andato sul luogo di lavoro.

Il titolare dell’attività commerciale, Dino Di Fabio, è furioso per l’accaduto visto che ha già subìto parecchi furti. «Non è possibile», ha detto al Centro, «che nelle ore notturne la città sia lasciata in balìa dei ladri. Mi risulta che proprio l’altra notte ci fosse una sola pattuglia in giro per tutta la città. A quel punto i ladri hanno buon gioco. E, anche se non portano via nulla, creano comunque dei danni notevoli a negozi e imprese oltre a un allarme sociale che in questa città non c’è mai stato».

«Tramite Confcommercio abbiamo fatto parecchi incontri con il questore», aggiunge, «ma si è trattato solo di chiacchiere e rassicurazioni su maggiori controlli. La realtà è che l’area non è presidiata altrimenti non ci sarebbero sempre tutti questi furti in ogni parte della città e nei paesi del circondario».

Va rilevato che gli stessi ladri hanno fatto irruzione anche nel vicino studio di un consulente del lavoro, sfondando la porta, senza portar via oggetti di valore.

Poco dopo sono penetrati, sfondando una porta, all’interno di uno studio di medici rubando spiccioli da una cassa comune utilizzata dai derubati per il pagamento di spese correnti.

(g.g.)

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