Ladro ferito incastrato dal Dna

5 Ottobre 2014

Cappadocia, 43enne sorpreso dagli investigatori con un pollice fasciato: il furto in casa di un vicino

CAPPADOCIA. Evade dagli arresti domiciliari e ruba nell’appartamento di un vicino, ma viene scoperto dai carabinieri grazie al Dna. Il ladro, infatti, era rimasto ferito e aveva perso del sangue, poi era stato visto dai militari con un dito fasciato. In cella, con un’ordinanza di custodia cautelare, è finito Ugo Redica, 43 anni, di origini romane, residente a Cappadocia, dove si trovava agli arresti domiciliari per un tentato omicidio. I militari della caserma di Cappadocia erano intervenuti dopo il furto in un’abitazione durante la notte. Dopo aver rotto il vetro di una finestra, il ladro era entrato nell’appartamento e aveva portato via alcuni elettrodomestici e vari attrezzi da lavoro. Al termine di un sopralluogo, era stata notata una piccola traccia di sangue che si ripeteva in varie zone all’interno dell’abitazione: su una finestra, su un tavolino, sulla maniglia di una porta. Il ladro infatti si era ferito rompendo il vetro della finestra. Il giorno dopo, la pattuglia dei carabinieri di Cappadocia, guidata dal maresciallo Giovanni Di Girolamo, ha controllato il 43enne che era ai domiciliari. L’uomo ostentava tranquillità ma i carabinieri hanno notato la fasciatura al pollice della mano destra. D’intesa con la Procura di Avezzano, i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, al comando del capitano Edoardo Commandè, hanno prelevato un campione biologico dal sospettato, per confrontarne il Dna con quello delle tracce di sangue repertate nell’appartamento. Dai risultati del Ris è emerso che il profilo genetico delle tracce trovate in casa corrispondeva a quello del romeno. A quel punto è stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare e il romano è stato rinchiuso nel carcere San Nicola di Avezzano con l'accusa di furto.

Pietro Guida

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