CASTEL DI SANGRO

Affare Napoli in Abruzzo: «Un giro da 24 milioni di euro»

8 Giugno 2026

Ecco i calcoli della giunta Marsilio: ogni tifoso porta 130 euro e ne sono arrivati già 182mila

CASTEL DI SANGRO. Centotrenta euro al giorno. È questa la “puntata” minima che il turista-tifoso del Napoli lascia sul tavolo verde dell’Alto Sangro quando decide di scendere dall’auto, prendere il bagaglio e fermarsi a dormire all’ombra del Patini. Negli uffici del dipartimento Turismo della Regione Abruzzo, c’è chi studia l’effetto moltiplicatore assicurato dalla febbre degli azzurri: moltiplicando questi 130 euro – spesi giornalmente da un singolo per mangiare, bere, fare acquisti, pernottare e pagare i servizi pubblici – per le 182.517 presenze guadagnate sul campo dal comprensorio nel giro di cinque anni (dal 2019 pre-Covid al bilancio consolidato del 2024) si ottiene la cifra della svolta: 23 milioni e 727mila euro di potenziale giro d’affari.

Secondo l’amministrazione Marsilio si tratta di soldi veri e freschi che girano in alberghi, b&b e locazioni turistiche, bar, ristoranti e negozi tra Castel di Sangro, Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo. C’è proprio quel grande numero alla base dell’istruttoria che ha convinto la giunta del presidente Marco Marsilio di Fratelli d’Italia a blindare il Napoli di Aurelio De Laurentiis fino al 2032. Il rinnovo per altre 6 stagioni calcistiche è stato sancito dalla delibera numero 323, un documento di 11 pagine che ha messo sul piatto un investimento complessivo di 7 milioni e 320mila euro (1.220.000 euro all’anno). Un accordo sancito dalla maglia celebrativa con scritto “Abruzzo 26” esibita, a Napoli, dagli assessori Mario Quaglieri e Umberto D’Annuntiis, entrambi di FdI, e dall’abbraccio tra De Laurentiis e il sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso. «Il legame tra il Napoli e l’Abruzzo rappresenta una delle più importanti operazioni di promozione sportiva e territoriale realizzate negli ultimi anni», sono le parole di Quaglieri, assessore al Bilancio e anche allo Sport, «lo sport, quando è organizzato ad alti livelli, diventa un potente motore di sviluppo economico, turistico e sociale».

Un esborso pubblico che, per il centrodestra di governo, si giustifica con i numeri dell’economia turistica: per Marsilio e i suoi assessori, quello per il Napoli è un investimento a colpo sicuro con un rendimento che supera addirittura il 200%. E i responsabili del dipartimento Turismo, guidati dal dirigente Carlo Tereo de Landerset, lo scrivono nero su bianco in una relazione: quel tesoretto di quasi 24 milioni «rappresenta esclusivamente la componente aggiuntiva generata dai flussi con pernottamento». Perché il vero moltiplicatore economico sarebbe l’indotto invisibile: Napoli e Castel di Sangro distano meno di due ore di autostrada, un battito di ciglia che alimenta quotidianamente il fenomeno del turismo “mordi e fuggi” legato agli allenamenti a Castel di Sangro e al quartier generale azzurro di Rivisondoli. Nella nota si evidenzia come «a tale stima va sommata, pur in assenza di una quantificazione puntuale, la componente economica derivante dai flussi giornalieri che, per volume e frequenza, risultano particolarmente rilevanti nel periodo estivo e in occasione degli eventi sportivi». Un fiume di tifosi che finisce per «generare effetti economici indiretti lungo la filiera turistica e commerciale del territorio».

E la nota degli esperti regionali del turismo aggiunge: «La natura giornaliera di tali flussi, unita alla concentrazione temporale nel periodo dei ritiri sportivi, determina un impatto economico diffuso che si estende all’intero sistema locale dell’accoglienza e dei servizi». L’obiettivo politico ed economico, dice la delibera della giunta Marsilio, è quello di attuare «un intervento di carattere strategico e strutturale, orientato al medio-lungo periodo, volto al progressivo consolidamento del territorio quale destinazione turistica quattro stagioni». Sfruttando il bacino di oltre tre milioni di tifosi del Napoli, l’Abruzzo punta a intercettare la Campania come «bacino prioritario» per «favorire il ritorno dei visitatori sul territorio regionale anche al di fuori del periodo strettamente connesso allo svolgimento dei ritiri».

Un’operazione, da sempre contestata dall’opposizione, ma che i vertici regionali difendono anche sotto il profilo della convenienza finanziaria. La delibera insiste su un dettaglio: nonostante la crescita di appeal internazionale del club azzurro negli ultimi anni, a causa dello scudetto vinto nel 2023 e delle partecipazioni alla Champions League, «i costi della partnership rimangono invariati rispetto alla precedente convenzione configurandosi pertanto quale condizione economicamente particolarmente vantaggiosa per la Regione, in considerazione del maggiore valore e della più ampia visibilità associata al brand sportivo». Per Marsilio e i suoi, l’affare è fatto.

Passando in rassegna i dati 2019-2024, «il dato aggregato del comprensorio mostra un aumento delle presenze da 293.966 unità nel 2019 a 476.483 nel 2024, corrispondente a un incremento assoluto pari a 182.517 unità e ad una variazione percentuale complessiva del 62,1%, a testimonianza di una crescita diffusa e non riconducibile a singole località isolate». Roccaraso registra l’aumento più elevato in termini percentuali (+82,2%), seguito da Rivisondoli (+62,9%) e Castel di Sangro (+36,8%), mentre Pescocostanzo presenta una crescita più contenuta (+10,7%).

Intanto l’Alto Sangro ha cambiato già pelle inseguendo e cavalcando l’onda del turismo sportivo: «Il comprensorio», dice l’analisi regionale, «si configura come un’area caratterizzata da una domanda in crescita e da una consolidata capacità attrattiva nel tempo». Se nel 2019 l’offerta turistica contava appena 123 esercizi ricettivi, i registri del 2025 ne fotografano ben 756. Più del doppio delle stanze disponibili sul mercato, pronte a raccogliere l’oro di Napoli anche per i prossimi 6 anni.

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Un accordo sancito dalla maglia celebrativa con scritto “Abruzzo 26” esibita, a Napoli, dagli assessori Mario Quaglieri e Umberto D’Annuntiis, entrambi di FdI, e dall’abbraccio tra De Laurentiis e il sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso. «Il legame tra il Napoli e l’Abruzzo rappresenta una delle più importanti operazioni di promozione sportiva e territoriale realizzate negli ultimi anni», sono le parole di Quaglieri, assessore al Bilancio e anche allo Sport, «lo sport, quando è organizzato ad alti livelli, diventa un potente motore di sviluppo economico, turistico e sociale».

RENDIMENTO DEL 200%

Un esborso pubblico che, per il centrodestra di governo, si giustifica con i numeri dell’economia turistica: per Marsilio e i suoi assessori, quello per il Napoli è un investimento a colpo sicuro con un rendimento che supera addirittura il 200%. E i responsabili del dipartimento Turismo, guidati dal dirigente Carlo Tereo de Landerset, lo scrivono nero su bianco in una relazione: quel tesoretto di quasi 24 milioni «rappresenta esclusivamente la componente aggiuntiva generata dai flussi con pernottamento». Perché il vero moltiplicatore economico sarebbe l’indotto invisibile: Napoli e Castel di Sangro distano meno di due ore di autostrada, un battito di ciglia che alimenta quotidianamente il fenomeno del turismo “mordi e fuggi” legato agli allenamenti a Castel di Sangro e al quartier generale azzurro di Rivisondoli. Nella nota si evidenzia come «a tale stima va sommata, pur in assenza di una quantificazione puntuale, la componente economica derivante dai flussi giornalieri che, per volume e frequenza, risultano particolarmente rilevanti nel periodo estivo e in occasione degli eventi sportivi». Un fiume di tifosi che finisce per «generare effetti economici indiretti lungo la filiera turistica e commerciale del territorio». E la nota degli esperti regionali del turismo aggiunge: «La natura giornaliera di tali flussi, unita alla concentrazione temporale nel periodo dei ritiri sportivi, determina un impatto economico diffuso che si estende all’intero sistema locale dell’accoglienza e dei servizi».

TURISTI PER SEMPRE

L’obiettivo politico ed economico, dice la delibera della giunta Marsilio, è quello di attuare «un intervento di carattere strategico e strutturale, orientato al medio-lungo periodo, volto al progressivo consolidamento del territorio quale destinazione turistica quattro stagioni». Sfruttando il bacino di oltre tre milioni di tifosi del Napoli, l’Abruzzo punta a intercettare la Campania come «bacino prioritario» per «favorire il ritorno dei visitatori sul territorio regionale anche al di fuori del periodo strettamente connesso allo svolgimento dei ritiri».

BRAND NAPOLI

Un’operazione, da sempre contestata dall’opposizione, ma che i vertici regionali difendono anche sotto il profilo della convenienza finanziaria. La delibera insiste su un dettaglio: nonostante la crescita di appeal internazionale del club azzurro negli ultimi anni, a causa dello scudetto vinto nel 2023 e delle partecipazioni alla Champions League, «i costi della partnership rimangono invariati rispetto alla precedente convenzione configurandosi pertanto quale condizione economicamente particolarmente vantaggiosa per la Regione, in considerazione del maggiore valore e della più ampia visibilità associata al brand sportivo». Per Marsilio e i suoi, l’affare è fatto.

BOOM ALTO SANGRO

Passando in rassegna i dati 2019-2024, «il dato aggregato del comprensorio mostra un aumento delle presenze da 293.966 unità nel 2019 a 476.483 nel 2024, corrispondente a un incremento assoluto pari a 182.517 unità e ad una variazione percentuale complessiva del 62,1%, a testimonianza di una crescita diffusa e non riconducibile a singole località isolate». Roccaraso registra l’aumento più elevato in termini percentuali (+82,2%), seguito da Rivisondoli (+62,9%) e Castel di Sangro (+36,8%), mentre Pescocostanzo presenta una crescita più contenuta (+10,7%).

il mercato delle vacanze

Intanto, l’Alto Sangro ha cambiato già pelle inseguendo e cavalcando l’onda del turismo sportivo: «Il comprensorio», dice l’analisi regionale, «si configura come un’area caratterizzata da una domanda in crescita e da una consolidata capacità attrattiva nel tempo». Se nel 2019 l’offerta turistica contava appena 123 esercizi ricettivi, i registri del 2025 ne fotografano ben 756. Più del doppio delle stanze disponibili sul mercato, pronte a raccogliere l’oro di Napoli anche per i prossimi 6 anni.