Calcio

E ora affidiamo l'Italia a Baldini, l'uomo di valore e con i valori

28 Luglio 2026

Il Campo Azzurro ha gli stessi problemi del Campo largo: queste due squadre in cerca di riscatto faticano entrambe a trovare un leader

ROMA. Il Campo Azzurro ha gli stessi problemi del Campo largo: queste due squadre in cerca di riscatto faticano entrambe a trovare un leader. In un parallelismo che pare incredibile, per quanto è speculare, sia la coalizione che la federazione sono incerte e divise, e in queste condizioni scegliere un nuovo condottiero che soddisfi tutti e superi i veti incrociati diventa difficilissimo. Sia la Nazionale che la Nazione hanno un problema irrisolto con le loro classi dirigenti che faticano ad ammettere il declassamento e a selezionare i loro migliori campioni. Accade lo stesso sia a Sinistra (Schlein contro Conte) che a Destra (vedi Generale Vannacci) sia nello sport che nel giornalismo, nello spettacolo. Siamo alla tabula rasa.

Ma torniamo agli azzurri del pallone: è davvero un segno dei tempi se un uomo dell’esperienza e del valore di Giovanni Malagó si è incagliato in questa incredibile vicenda del nuovo commissario tecnico. Per tre giorni abbiamo letto su qualunque fonte di informazione fughe di notizie che davano per certo l’arrivo di un fuoriclasse assoluto, il nome di Pep Guardiola era fatto per certo, sapevamo anche l’ingaggio promesso, 20 milioni di euro (più che meritato, data la caratura). Il toto-mister era partito con il nome sontuoso di Carlo Ancelotti, avevamo poi iniziato a sognare davvero con Guardiola, adesso ci ritroviamo con in mano il bastoncino più corto, il nome di Pirlo: da Pep a Pip, la distanza è molto più ampia di una vocale, e diventa un abisso. Ipotesi dell’ultima ora quella di Thiago Motta, ex Bologna e Juve, nel tentativo di mettere d’accordo tutti. Ma ieri sera, con le dimissioni di Maldini e Leonardo, si rimette la palla al centro.

La nostra modesta proposta è di abbandonare i Valori (quelli degli ingaggi stellati per salvatori che non arrivano) e tornare al Valore, andare – cioè – a recuperare il mister che nel disastro degli ultimi anni di Nazionale ha fatto i risultati migliori: non parla catalano, non piace ai procuratori che hanno avvelenato il nostro calcio, è un testardo anarchico di Massa Carrara, nato sulla linea gotica, con una solida gavetta alle spalle, molto più simile di chiunque altro ai “padri fondatori” delle nazionali campioni del mondo: i due grandi vecchi, Enzo Bearzot ed Azeglio Vicini. Avete capito di chi parlo. Ecco perché Malagó non deve andare tanto lontano, per trovare la quadra al suo dilemma, gli basta fare una telefonata a Silvio Baldini, riportarlo sulla panca della Nazionale come Ulisse di nuovo sul trono dopo il ritorno ad Itaca. E dategli una cosa sola: carta bianca con i vecchi e con i giovani. Nel tempo delle crisi è meglio un laborioso figlio dell’Italia complessa, che uno scarto della Juventus amico degli amici.

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