Laghetto e casetta le spine del vicino Parco

8 Agosto 2018

Restano alcuni lavori da completare. E il Comune pensa a un’inaugurazione-bis a settembre

L’AQUILA. Ha lasciato dietro di sé uno strascico di polemiche, la frettolosa inaugurazione del Parco del Sole, tra mancati inviti, assenze più o meno volontarie e un’anticipazione del taglio del nastro voluta dall’amministrazione comunale, con molta probabilità per renderlo fruibile durante la Perdonanza. Non a caso, il sindaco, Pierluigi Biondi, ha annunciato per settembre una seconda inaugurazione ufficiale, alla presenza di Beverly Pepper, l’artista internazionale che ha ideato l’Amphisculpture, il nuovo anfiteatro naturale all’aperto. Non è sfuggita, infatti, agli occhi dei visitatori qualche defaillance che rende l’opera, seppure bella e lodevole, parzialmente incompiuta, a partire dall’erba alta e incolta in alcune zone limitrofe ai giochi per bambini passando alle condizioni del laghetto, lasciato sporco e pieno di alghe, fino alla vecchia casetta degli alpini, transennata e da ristrutturare. Il taglio del nastro, anticipato di un mese rispetto alla tabella di marcia, non ha giovato al colpo d’occhio finale. Antonello Garofalo, fino al 31 marzo scorso direttore dei lavori, per conto della Soprintendenza, spiega che «il progetto finanziato da Eni prevedeva l’anfiteatro e una serie limitata di interventi nella zona ludica per i bambini, oltre al rifacimento ex novo di campo di basket, area fitness e di tutti i percorsi interni al parco. Questo», sottolinea Garofalo, «è lo stralcio di un più ampio progetto generale presentato dal Comune, che prevede anche il recupero del manufatto semidiroccato a destra del palcoscenico, scendendo verso l’anfiteatro e dell’ex casetta alpina, oltre alla realizzazione di un planetario alla sistemazione generale. Un progetto che, dal punto di vista paesaggistico, è già stato approvato dalla Soprintendenza. Ora», conclude Garofalo, «ci si aspetta che il Comune intervenga per portare a termine l’intero adeguamento del parco, per renderlo una delle zone più belle e fruibili».(m.p.)
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