Lago di Filetto quasi a secco per siccità e nessuna pulizia

FILETTO. Il lago di Filetto nella Piana di Fugno a quota 1382 metri, nel passato è stato utilissimo per non far mancare l’acqua al bestiame di proprietà degli allevatori locali. Oggi, anche a causa...
FILETTO. Il lago di Filetto nella Piana di Fugno a quota 1382 metri, nel passato è stato utilissimo per non far mancare l’acqua al bestiame di proprietà degli allevatori locali. Oggi, anche a causa della siccità, di acqua ne è rimasta poca.
«Ma il problema più importante», denuncia Giovanni Altobelli di Filetto, «è che dal lontano 1973 il lago non viene ripulito. Le amministrazioni del Parco e del Comune dovrebbero finanziare e autorizzare subito l’intervento di mezzi meccanici per togliere la terra depositata negli ultimi 47 anni. La Piana di Fugno, comprendente il lago di Filetto si trova a un’altitudine compresa fra 1371 metri e 1382 metri sul livello del mare. Il lago, dai dati risalenti al 1934, aveva una superficie di 6.200 metri quadrati. Tuttavia con il passar del tempo, la melma e il terriccio ne hanno fatto diminuire la superficie e attualmente il lago presenta una profondità nella parte centrale, compresa tra i 3 e 4 metri. Il Piano di Fugno costituisce un vasto altopiano circondato da montagne che formano un bacino. Il Lago di Filetto è stato sempre ripulito periodicamente sia dagli abitanti di Filetto che dal Comune. Le ultime due manutenzioni a memoria d’uomo sono state fatte nel 1962 quando la giunta comunale deliberò la somma di 300.000 lire e nel 1973 quando il Comune stanziò 7.500.000 lire. Da allora non si è fatto più nulla», continua Giovanni Altobelli, «una volta c’era la miseria ma i sindaci di allora qualcosa la facevano, oggi con i nuovi sindaci e l’istituzione del Parco l’ambiente sta morendo. Le scarse piogge, le poche nevicate e l’incuria delle amministrazioni preposte alla manutenzione hanno lasciato il lago in uno stato di abbandono. Bisogna invece dare una mano agli ultimi allevatori altrimenti queste piccole attività andranno scomparendo», conclude Altobelli. (g.p.)
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