Lake Hotel, Tucceri svela il suo romanzo d’azione

Intervista al giornalista-scrittore: «Trama ricca di colpi di scena, come in un film C’è un uomo della strada che incrocia per caso i destini del presidente Usa»
AVEZZANO. Colpi di scena, avventure, menzogne e intrighi di palazzo nel nuovo romanzo “Lake Hotel” del giornalista e scrittore Vittorio Tucceri. Presentato nei giorni scorsi al caffè letterario “Vieniviaconme” in via Colaneri (dove lo si può acquistare) insieme al giornalista del Centro, Domenico Ranieri. Tanti i motivi per leggere il libro, che l’autore svela in anteprima.
Quali sono le tematiche che si intrecciano nel libro e da cosa ha preso l’ispirazione?
«È un romanzo d’azione ambientato all’interno della Casa Bianca, a Washington. La trama è colma di colpi di scena e ho scelto un ritmo forte per coinvolgere maggiormente il lettore, privilegiando una scrittura che possa dare una resa cinematografica al racconto. Il tutto ruota, in definitiva, intorno a un fatto che si verifica in modo del tutto casuale, in un hotel, da cui prende spunto il titolo. Una vicenda mai accaduta prima nella storia dell’amministrazione americana, ma poiché sono coinvolti Fbi e servizi segreti non possiamo dire che non sia mai successa. Dà vita a un’emergenza per la quale non si trovano risposte certe neppure nella Costituzione degli Stati Uniti d’America».
Quale pensa sia il pubblico a cui si rivolge?
«Dal mio punto di vista, questo è un romanzo un po’ ibrido, non è facilmente catalogabile: credo si rivolga a un pubblico sostanzialmente giovanile e in ogni caso a dei lettori che abbiano una preferenza per questo genere».
C’è un personaggio che assume un ruolo particolare?
«Non vorrei svelarvi troppo per non rovinarvi la storia quando e se lo leggerete. I personaggi principali sono più di uno e possiamo dire con certezza che c’è di mezzo il presidente degli Stati Uniti, che incrocia, per capriccio del destino, un uomo di strada».
In che periodo storico è ambientato il romanzo?
«È ambientato nel ‘93, all’epoca vi era Clinton alla Casa Bianca, ma quest’ultimo non ha alcun legame con l’intreccio narrativo e non ci sono riferimenti alla figura storica del presidente».
Una nostra curiosità: lei è un giornalista, come le è nata la passione per la scrittura?
«Ho lavorato per molto tempo per dei giornali, in particolare per il Centro, e riviste locali e regionali, ma ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Ho pubblicato nei decenni precedenti altri due romanzi: Attentato al mito, che è un thriller vero e proprio, ambientato in Brasile e che ha come protagonista Pelé, e Agguato sul treno».
Immaginiamo che a lei piaccia leggere…
«Credo che chi scrive indubbiamente abbia una passione incontrastata per la lettura. Personalmente leggo molto e, se posso aggiungerlo, leggo quasi esclusivamente i classici».
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