Lampada votiva nel ricordo di Marcinelle
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Torna a risplendere Castelvecchio Subequo la lampada votiva in onore di San Francesco. Il rito di accensione, che si ripete ormai da 32 anni, si è tenuto nell’omonimo convento...
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Torna a risplendere Castelvecchio Subequo la lampada votiva in onore di San Francesco.
Il rito di accensione, che si ripete ormai da 32 anni, si è tenuto nell’omonimo convento del centro montano, davanti a una folla attenta e silenziosa. La manifestazione, che collega in modo simbolico il centro della Valle Subequana ad Assisi, quest’anno si è caratterizzata per una ricorrenza particolare.
In sostanza, l’accensione della lampada è stata fatta anche in onore e nel ricordo della tragedia di Marcinelle. L’iniziativa è stata, infatti, dedicata al ricordo della drammatica vicenda avvenuta sessanta anni fa, e alla commemorazione dei tanti minatori abruzzesi morti allora nella citta benga. Una tragedia, quella di Marcinelle, in cui persero la vita anche emigranti originari di Castelvecchio Subequo. Per questa ragione alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Castelvecchio, Pietro Salutari e il primo cittadino di Lettomanoppello, Giuseppe Esposito a cui è stato dato l’onore di accendere la lampada. Insieme per sottolineare la vicinanza tra i due paesi, rinsaldare la devozione per il santo di Assisi e commemorare la tragedia di Marcinelle che ha provocato tantissimi lutti anche a Manoppello.
La manifestazione come di consueto è partita con un corteo storico che si è snodato lungo le strade del paese sino a giungere nella cornice del convento di San Francesco. Qui dopo l’accensione della lampada ha avuto luogo una funzione religiosa.
Nel mezzo la cerimonia di accensione della lampada votiva che resta uno degli appuntamenti tra i più importanti e carichi di spiritualità.
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