Lancio di fumogeni, assolto tifoso rossoblù

L’AQUILA. Un tifoso dell’Aquila calcio è stato scagionato, dopo 4 anni, dall’accusa di aver lanciato fumogeni in occasione di una partita che si giocò il 10 novembre 2013 a Perugia dove era di scena...
L’AQUILA. Un tifoso dell’Aquila calcio è stato scagionato, dopo 4 anni, dall’accusa di aver lanciato fumogeni in occasione di una partita che si giocò il 10 novembre 2013 a Perugia dove era di scena la squadra rossoblù nel campionato di Lega Pro. Il tribunale, dunque, ha assolto Marcello Scimia con la formula più ampia («perché il fatto non sussiste») da violazioni della normativa antiviolenza negli stadi. In particolare, il Tribunale di Perugia, a fronte di una ipotesi di presunto reato consistente nell'utilizzo o lancio di un fumogeno da parte del tifoso, ha ritenuto e stabilito che alcun illecito potesse essere ravvisabile nella condotta tenuta dal tifoso, il quale, lungi dal lanciare lo strumento di emissione di fumo o gas visibile, ebbe a limitarsi semplicemente a tenere acceso il fumogeno senza farne oggetto di lancio contro terzi soggetti, quindi ad adagiarlo a terra. «In buona sostanza», dicono i legali, «il Tribunale di Perugia ha confermato il principio secondo il quale non sia ravvisabile alcuna condotta contraria alla legge allorquando il fumogeno non venga fatto oggetto di lancio da parte dei tifosi, ma venga utilizzato per finalità coreografiche così da non potersi ipotizzare pericolo di danno alle persone». Scimia è stato assistito dagli avvocati Fabrizio Fiore e Fabio Alessandroni.
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